‘Non siamo la Banda Bassotti della medicina'
I n relazione a quanto comparso sulla Sentinella del 9/06/08 scorso, noi Medici di Medicina Generale ci teniamo a precisare che non sentiamo il bisogno di un contraddittorio che sarebbe riduttivo nei nostri confronti con la signora Bonino e le Volontarie.
Sarebbe invece opportuno che le Signore sopra riferite comunicassero quali e quante sono le fonti dalle quali hanno tratto le notizie relative al disastroso comportamento dei Medici di Medicina Generale.
Lo scandalismo fine a se stesso trabocca dall'articolo della sig.ra Bonino e delle Volontarie soprattutto quando definiscono i Medici di Medicina Generale una 'casta intoccabile".
Vorremmo sapere a cosa si riferiscono la sig.ra Bonino e le Volontarie per fare tale offensiva affermazione. Siamo una piccola mafia? Una P2 massonica? Una Banda Bassotti della medicina?
Ci spieghino quindi con quali metodi noi Medici di Medicina Generale rubiamo allo Stato e al Cittadino.
Si chiedano la sig.ra Bonino e le Volontarie come mai, da statistiche seriamente condotte, e ripetiamo seriamente, risulta che il Medico di Medicina Generale gode, generalmente in tutta Italia, di notevole fiducia e considerazione da parte degli Assistiti.
Abbiano il coraggio la sig.ra Bonino e le Volontarie di presentare dati, statistiche, rilevazioni.
Ci spieghino ogni particolare della 'denuncia" fatta tramite la Sentinella del Canavese (mancate visite domiciliari, superficialità, prescrizioni esagerate, invio al Pronto Soccorso ecc.).
Nel frattempo valuteremo se sussistono gli estremi per una denuncia per diffamazione.
Lasciamo ai nostri Assistiti l'incarico silenzioso e anonimo di giudicare il nostro operato.
E' vero che le mele marce esistono dappertutto: non è però giusto che per tale motivo gli Angeli del Tribunale del Malato sig.ra Bonino e le Volontarie si sentano in dovere di mettere sulla graticola del discredito tutta una categoria che non è affatto intoccabile, ma lavora frequentemente con impegno e dedizione.
Ci sembra che, considerate la presunzione e l'alterigia evidenziate dall'articolo, la casta intoccabile sia proprio il Tribunale del Malato che si definisce, si nomina giustiziere di gravi torti e autorizza se stesso alla difesa (non richiesta e non documentata) del comune Cittadino il quale, disinformato e ignaro della pochezza e della disonestà del proprio Medico (come riferiscono le Vestali del Tribunale del Malato sig.ra Bonino e le Volontarie) continua a fidarsi ancora e nonostante tutto di lui.
Un'ultima considerazione: spesso si dimentica (e lo dimenticano la sig.ra Bonino e le Volontarie) che da parte dei nostri Utenti (nota bene: scriviamo Utenti e non Malati) vi è una conoscenza anche profonda dei propri diritti e non sempre equivalente cultura riguardante i propri doveri.
Confidiamo che questa nostra lettera sia pubblicata.
Dott. Pier Luigi Bocchio Dott.ssa Clara Fabiani Dott.ssa Luisa Gambini Dott.ssa Diana Golfetto Dott.ssa M. Pia Marcenò Dott. Savino Ottino Dott.ssa Vincenza Testa
Servizio Provibus:
alcune precisazioni
Con riferimento all'articolo del 2/6/2008 sulla istituzione del servizio a chiamata Provibus si specifica quanto segue:
- il servizio non è ancora stato istituito in quanto è prevista una frase preliminare che comprende l'analisi della domanda effettiva attraverso la distribuzione di un questionario a tutti i cittadini dei comuni della Comunità Montana. Tale questionario oltre a determinare il fabbisogno di mobilità, evidenzia quali sono i poli attrattori da attivare, i giorni preferiti, le fasce orarie interessate;
- non sono in discussione i servizi esistenti che continueranno ad essere operativi nelle ore di punta. E' prevista una riorganizzazione di alcune corse della linea 150 in considerazione della loro scarsa frequentazione nelle fasce di morbida;
- il servizio, che evidentemente è un servizio integrativo a quelli esistenti, è rivolto alle utenze dei comuni che vogliono raggiungere i poli di Cuorgnè o Castellamonte (o tutti e due a giorni alterni) per usufruire dei servizi quali A.S.L., Banche, Ospedali ecc.;
- la gestione degli spostamenti è molto semplice da organizzare (come dimostrano le esperienze degli altri servizi Provibus già esistenti e perfettamente funzionanti) in quanto gestita da un call-center, opportunamente informatizzato, che ha il compito di ottimizzare i servizi in funzione delle richieste pervenute;
- il costo del servizio è corrispondente al biglietto ordinario con tariffe chilometriche stabilite dalla Regione Piemonte. I costi aggiuntivi, che dovranno garantire il minor introito alla Azienda operatrice, saranno integrati con un corrispettivo chilometrivo per la percorrenza effettuata a carico della Provincia di Torino.
Si evidenzia comunque, che il servizio a chiamata Provibus è già presente in altri poli quali Chivasso, Gassino, Caluso, Crescentino con frazioni che hanno coinvolto anche le Province di Alessandria e Vercelli. Tali realtà presentano un tipo di insediamento urbano come quello della Comunità Montana Valle Sacra fatto di piccole comunità sparse sul territorio alle quali è stata data una risposte che ha avuto un esito altamente positivo, come risulta dai dati sulle frequentazioni a disposizione.
Cordiali saluti.
Il Coordinatore del TPL (Arch. Sergio Valinotto)
Un ‘grazie' a medici
e infermieri di Urologia
Un sincero ringraziamento a medici e infermieri e a tutto il reparto di Urologia dell'ospedale di Ivrea per le cure idonee e l'alta professionalità, gentilezza e umanità dimostrate.
Cordialmente.
Pierpaolo Zoppo
La Destra eporediese
sta con la magistratura
Sono più di centomila i processi penali che si fermeranno per la norma sulla sospensione dei processi. Un vero e proprio atto di forza da parte del governo che a quanto pare pare ha deciso di mettere in soffitta le buone intenzioni e le raccomandazioni del capo dello Stato per avviare un utile e
costruttivo dialogo per le riforme.
Quanto sopra esposto è la stima prudenziale basata sui dati forniti dal ministero della Giustizia. A questo punto risulta evidente che la mancanza di vere e proprie forze di opposizione all'interno del Governo sia il miglior viatico per guidarci verso quella che qualche politologo ha definito come 'dittatura dolce".
Qui si sta delegittimando una istituzione di fondamentale importanza per la vita democratica del paese. Mi fa inorridire il pensiero che fra i tanti processi che dovranno obbligatoriamente fermarsi perchè puniti con meno di 10 anni di reclusione, ci siano quelli su estorsione, associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della prostituzione, usura, omicidio colposo per colpa medica e quello con violazione delle norme sulla sicurezza stradale.
Incredibile pensare al paradosso che un giovane che ruberà un cellulare a un coetaneo minacciondolo con un semplice temperino sarà processato prima del chirurgo che durante un operazione per un grave errore provoca la morte di un bambino.
In nessun paese democratico europeo si potrebbe assistere per decreto alla sospensione dei processi, qualsiasi siano le motivazioni. Si sta assistendo a qualcosa di preuccupante che fa crescere i timori per il 'vulnus" alle regole della democrazia.
Ecco perchè la destra eporediese non si nasconde dietro al dito ma si schiera a difesa dei principi di libertà e rispetto della giustizia manifestando piena solidarietà alla magistratura, promuovendo pubblici dibattiti.
Giovanni Giulio Conti La Destra
Giudici, perdonate
Berlusconi e assolvetelo
Gradirei molto che la presente non venisse sottoposta a censura, quindi cestinata, come è stato fatto con una precedente lettera, che avevo consegnato perchè fosse pubblicata al fine di tutelare gran parte degli scommettitori, in merito ad alcuni arbitrii della Telematica. Non era altro che un'aggiunta all'obiezione fatta dal Questore di Torino e pubblicata dalla Stampa.
Questo vuole essere un caloroso appello alla Magistratura, affinchè assolvano Berlusconi ad omnibus peccatis sui, come farebbe il Vaticano, per salvare la sua anima, ma ora si tratterebbe di salvare l'Italia dal proliferare della delinquenza. E' stato messo un veto sulle intercettazioni, è stata presentata la ricusazione del Presidente della Corte d'Appello di Milano. Si corre il rischio che in seguito venga vietato l'esame del Dna, poi magari il rilevamento delle impronte digitali; per evirare l'autolesionismo da parte di chi se le cancella con l'acido per evitare di essere incriminato. Pratica usata dai disperati, che il Vaticano invita ad accogliere con fratellanza, anche perchè ritiene che siano una risorsa, da essa però trascurata e non ospitata.
Nulla conta la nostra esasperazione per i crimini subiti. Non risulta che ci sia un C.P.T. in Vaticano, e con i miliardi di dollari spesi per risarcimenti, quante buone opere avrebbe potuto fare. Gli elettori meritano un plauso per aver sconfitto coloro che con spregiudicata indifferenza mettevano mano nel portafoglio dei cittadini; ma non hanno valutato il rischio che in seguito peggiori il verificarsi delle aggressioni, in ogni angolo della strada, per essere privati del portafogli. Altro che Decreto sulla sicurezza! Non abbiamo altra alternativa se non quella di assolvere il premier dai suoi peccati, col proponimento di non commetterne più per l'avvenire, e di fuggirne le occasioni.
Signori Giudici, per misericordia, perdonatelo. Non si preoccupi quindi l'onorevole Berlusconi. Non insista sulla ricusazione, che il Presidente della Corte d'Appello di Milano non è una sua nemica, e sappia trovare il modo per dimostrarglielo. Infine, non mi privi del diritto di essere intercettato, potrei ricavarne un beneficio. Non escludo che altri cittadini siano dello stesso parere.
Fervidi auguri.
Giovanni Bravo Burolo
I giapponesi insegnano:
‘Scusate il ritardo'
Scusate il ritardo! Confermato più dall'italico malvezzo, l'espandibile 'quarto d'ora accademico" pre-assembleare agli incontri, riunioni e raduni pare abbia finito per assumere, nei confronti dei convenuti, l'imprint di una maleducata consuetudine.
Attenersi all'orario d'inizio stabilito, non è solo buona norma, ma altresi indice di correttezza e rispetto nei confronti dei convenuti; inoltre, lo sarebbe ancor più se si indicasse - a beneficio di quelle persone dipendenti dai mezzi pubblici per il loro rientro a casa - anche l'orario di termine. Non coinvolgere il prossimo nella nostra superficialità e contagioso malcostume non è forse già di per sé, segno di civile considerazione?
Significativo a riguardo - soprattutto visto in chiave educativa - quel 'Scusate il ritardo" delle ferrovie giapponesi pubblicato dal Corriere qualche anno fa e qui - privo di alcun vincolo di copyright - riproposto.
«In Giappone stabilito un nuovo primato di puntualità: 12 secondi in ritardo in 12 mesi sullo 'Shinkansen" che viaggia ogni 15 minuti su linee lunghe anche 1.500 km. Il limite precedente era di 18. Il portavoce delle ferrovie si è addirittura scusato per i dodici secondi di ritardo accumulato».
Dall'episodio riportato, ciò che emerge del carattere comportamentale della società giapponese, è la 'forma mentis e culturale" acquisita nel corso di un precoce 'iter educativo di emulativa eccellenza"; insomma un iter volto ad ottenere, nei più svariati campi di attività dell'uomo (raccolta differenziata rifiuti, prevenzione nei suoi più svariati aspetti inclusi, manco dirlo, quelli connessi alle morti bianche) i più lusinghieri successi.
Grazie per l'eventuale ospitalità.
Alessandro Crotta Montalto Dora
Pavone, gli alunni
di 2 A ringraziano
Siamo gli alunni della classe 2 A della Scuola Primaria di Pavone. Attraverso il vostro giornale, desideriamo ringraziare pubblicamente le persone che si sono 'prese cura di noi" durante la Fiera della Parola venerdi 6 giugno a Villa Casana. In particolare l'artista Chen Li che ha condotto il laboratorio 'L'alfabeto inventato", i volontari di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta che ci hanno guidati alla scoperta dei rospi, i giardinieri che ci hanno coinvolti nella Festa dell'albero, gli artisti che ci hanno spiegato il significato delle loro opere ed hanno accettato i nostri spontanei commenti, gli organizzatori e i volontari che ci hanno permesso di vivere un'esperienza davvero coinvolgente!
Grazie ed arrivederci al prossimo anno... per festeggiare il primo compleanno del tiglio 'Tiglietto" di cui siamo 'padrini e madrine".
Gli alunni e le insegnanti della classe 2 A di Pavone
Da Fiorano una poesia
dedicata alla mamma
Corro volentieri il rischio di essere banale in un mondo che corre veloce sulla superficie dei sentimenti, quasi cosciente della fisica limitatezza del tempo, inviando questi versi dedicati a mia madre e a tutti coloro che, da emigrati, non possono abbracciare la propria mamma.
A MIA MADRENel 1915 vedesti la luce,
Mussolini già studiava da duce;
in Europa divampava la guerra,
bruciando lembi di carne e di terra;
per chi era nella cuna
sopravvivere fu vera fortuna.
Quando Heminguay lottava al fronte,
tu, piccola, guidavi gli agnelli alla fonte.
Finita era l'umana follia,
ma non il seme dell'odio e della pazzia;
veniva pubblicato"Addio alle armi"
ma in Europa già marciavano neri gendarmi.
Ormai donna avevi sete d'amore
e di mio padre prendesti il cuore;
sulle cime 'Bella ciao" cantava il partigiano,
mentre tu partorivi tra le spighe di grano.
La tragedia era finita
sconfitta dal desiderio di vita,
mai più gli uomini si sarebbero ammazzati,
ma già la guerra fredda avanzava a passi felpati.
Meglio non pensare,
ci sono i campi da arare,
portare al mercato frutta e verdura
riparare della casa le vecchie mura,
dare una carezza ai figli,
ascoltando del Papa Buono i consigli.
Fuori il mondo continuava ad avanzare,
il terrorismo non si stancava di sparare
alla testa di gente come Moro,
senza capire di avere nella democrazia il tesoro.
Hai dovuto accettare la morte di un figlio,
lo spegnersi del compagno sul cupo giaciglio;
Hai visto le Torri Gemelle cadere
e le ancelle della guerra cercare nuovo sangue da bere.
Perché sei legata alla vita,
quando tanta gente vuol farla finita?
Forse è il ricordo di tempi lontani,
quando i momenti felici erano pochi ma sani?
Forse è l'attesa che torni a casa tuo figlio
cui dare l'ultimo consiglio?
E' la certezza che la vita vissuta come dono divino
conduce oltre le aspettative l'umano cammino.
Franco Pratola Fiorano