«Il fatto fuori dalla scuola»

CALUSO.Il liceo ‘Piero Martinetti' che Matteo Seriolo frequenta nell'indirizzo scientifico-tecnologico prende con fermezza le distanze da quanto è accaduto «che ha solo responsabilità individuali - scrive il preside Mauro D'Amico in un comunicato stampa - che non hanno toccato altri nostri studenti».
Anche la vicepreside, Maria Teresa Binello, alla quale ci siamo rivolti per un commento, rimanda le riflessioni alla freddezza del comunicato stampa. «Siamo in diretto contatto con i genitori del ragazzo - si limita a dire la vicepreside -. E solo con loro affronteremo il problema degli esami di maturità. Sono questioni che attengono alla sfera del privato che noi non vogliamo rendere note».
Da altre fonti, però, si sa che il ragazzo dovrebbe poter continuare gli esami, e sostenere la prova che non ha potuto svolgere il giorno in cui era in carcere.
In un lungo comunicato, il liceo precisa: «L' arresto, tra gli altri, di uno studente frequentante la scuola, proprio nei giorni dello svolgimento delle prove scritte degli esami di stato, non ha alterato la regolarità di svolgimento degli esami che proseguono in piena tranquillità per tutti gli studenti anche perché la vicenda si è svolta interamente fuori dall'istituto e ad anno scolastico terminato. Siamo coscienti del ruolo fondamentale che l'ente scolastico svolge nell'educazione e nella formazione dei suoi ragazzi. Ruolo che, tra mille altri, viene ormai delegato quasi esclusivamente alla buona volontà di insegnanti posti in prima linea nel difficile compito di dare ai giovani dei modelli e dei valori. Accanto alla scuola - sottolinea il liceo - non sempre troviamo i genitori talvolta impossibilitati ad affrontare il difficile compito di seguire e indirizzare questi adolescenti smarriti».
Il liceo sottolinea: «I nostri studenti vivono, naturalmente, la propria esistenza al di fuori della scuola per la maggior parte del tempo, al di fuori della scuola trovano amicizie e relazioni, al di fuori della scuola spesso trovano dei punti di riferimento. Quello che la scuola può fare, il Martinetti lo sta facendo. Da tempo è in atto una collaborazione con il Sert per la prevenzione degli abusi di alcol e sostanze stupefacenti. E' attivo da sempre un 'centro ascolto", supportato da psicologi, per la prevenzione del disagio. Vi è una commissione che individua i soggetti con difficoltà e li indirizza verso percorsi di recupero. Anche sul piano pratico si è agito con accortezza mettendo in funzione un sistema di videosorveglianza per controllare il perimetro esterno dell'istituto». (l.m.)