‘Da noi sanità supercontrollata'
IVREA. «Dal 2005 a oggi, nelle strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate del Canavese, non si sono registrati eclatanti episodi di malasanità, che tanto preoccupano gli utenti dei vari servizi, in particolare in questi giorni, dopo i fatti della clinica privata Santa Rita di Milano». L'affermazione è del consigliere regionale, Luigi Ricca, membro della commissione consiliare Sanità della Regione Piemonte, che si è documentato sul controllo che viene compiuto sui servizi sanitari, erogati sia dal pubblico che dal privato. «Funziona una Commissione locale di vigilanza, di cui fanno parte diverse figure professionale dell'Asl, fra le quali il responsabile della medicina legale e rappresentanti della direzione sanitaria».
«Ne fanno parte anche rappresentanti dell'ufficio tecnico - spiega Ricca -. La commissione di Ivrea è considerata una delle più attive. La giunta Bresso, da quando si è insediata nel 2005, ha dato disposizione affinché si effettuino precisi e continui controlli dei ricoveri dei pazienti, sia nelle strutture pubbliche che private. Sono stati definiti pure dei criteri generali di valutazione dei ricoveri stessi e delle dimissioni, per verificare se queste ultime provocano complicazioni al paziente. Viene inoltre esaminata la percentuale delle complicazioni dei singoli interventi e quando si registra un aumento se ne ricercano i motivi».
Secondo Ricca, dunque, la sanità nella nostra zona, è sotto stretto controllo, richiesto, prima di tutto, dall'assessorato regionale, impegnato ad applicare il nuovo Piano Sanitario. «A Ivrea e in Canavese - dice il consigliere - non sono emerse disfunzioni gravi e gli standard regionali finora sono stati rigorosamente rispettati. Dal 2005 ad oggi si sono avute indagini che non hanno portato a denunce ma si sono concluse con esiti che non hanno intaccato la serietà delle prestazioni erogate dalle varie strutture. Va sottolineato che il tetto di spesa per i ricoveri è oggi lo stesso del 2004, ed è sempre rispettato».
Diversa, la situazione per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e per la riabilitazione. Se la spesa sanitaria aumenta in genere del 3% l'anno, per la specialistica la crescita è del 12% e per la riabilitazione del 20%. «Si registra un'esplosione della domanda di prestazioni ambulatoriali - dice Ricca - indotte dal forte desiderio da parte dei nostri residenti di conservarsi in salute. E stato poi verificato che là dove c'è una struttura privata che funziona bene, la domanda di prestazione si dilata di gran lunga. E' indispensabile, pertanto, che si punti sull'appropriatezza delle richieste di cura. In tale contesto gioca un ruolo essenziale il medico di base, cioè colui che è a diretto contatto con il paziente e che detiene le redini della sanità pubblica. Spetta a lui l'esame diretto dei pazienti, che nelle prestazioni del medico di base devono trovare le prime risposte chiare ed efficaci».
«In Canavese e in Piemonte dice Ricca -, c'è spazio per la sanità privata ma è essenziale stabilirne regole chiare per il funzionamento. La Regione sta, al riguardo, definendo il tetto di spesa e i precisi percorsi diagnostici e terapeutici, per perseguire l'appropriatezza degli interventi». (g.a.)