Rumeno scarcerato, oggi la convalida

IVREA. A dieci giorni dal fatto e a nove dalla scarcerazione si terrà questa mattina, lunedi, l'udienza di convalida dell'arresto di Ioan Gal. Di lui, però, si sono già ovviamente perse le tracce da più di una settimana. Arrestato dagli agenti del commissariato di polizia nella notte tra il 5 e il 6 giugno, Ioan Gal è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e guida in stato di ebbrezza. Senza patente, al momento del controllo Afis gli agenti si erano accorti pure che aveva i polpastrelli abrasi.
Era stato impossibile, quindi, stabilire se l'uomo avesse precedenti o fosse già conosciuto alle forze dell'ordine italiane o rumene con altre identità.
Il giorno dopo l'arresto, sabato scorso, il pubblico ministero Francesco Saverio Pelosi aveva disposto l'immediata scarcerazione di Gal non ritenendo necessarie altre esigenze cautelari. Disposizione immediatemente eseguita. Per la procura, il verbale completo di arresto era arrivato negli uffici oltre le ventiquattro ore previste dalla procedura, mentre per la polizia la documentazione era stata consegnata nei termini previsti.
E ora, a dieci giorni dal fatto, è stata fissata l'udienza di convalida. Il provvedimento è stato notificato venerdi mattina al legale Manuel Peretti. L'avvocato Peretti, chiamato come difensore d'ufficio al momento dell'arresto come prevedono le garanzie di legge, non ha ovviamente mai visto Ioan Gal ed è molto probabile che mai lo incontrerà.
La storia, tanto più in un periodo di proclami sulla sicurezza e la certezza della pena, aveva fatto presto a uscire dal Canavese. E aveva riproposto il tema del lavoro degli agenti di polizia, sulla strada tra mille difficoltà. Ioan Gal era stato notato alla guida di un autocarro che zigzagava pericolosamente sul Terzo Ponte e poi giù, fino a Banchette, salendo e scendendo dai marciapiedi fino a rompere l'indicatore di direzione. Gli agenti erano stati sbeffeggiati dall'uomo ubriaco che aveva mostrato loro una carta d'identità rumena, dichiarando apertamente che non sarebbe stato collaborativo «perchè tanto non potete farmi niente» e prendendo a calci un agente.
Valter Togni deputato canavesano della Lega Nord ribadisce il suo impegno a portare la questione a Roma: «In settimana parlo con il ministro Roberto Maroni perchè è assolutamente evidente che episodi come questo non devono più accadere».
E una dura presa di posizione è arriva anche dal sindacato di polizia Flp- Ugl. Il vicesegretario nazionale Luca Pantanella spiega di avere raccolto lo sconforto e l'indignazione degli agenti che, quella notte, hanno fermato e arrestato Ioan Gal. «Che quel soggetto fosse pericoloso mi pare pacifico - sottolinea il sindacalista - tanto più che, con i polpastrelli abrasi, è probabile che fosse noto già con altri nomi oppure avesse intenzione di commettere reati». Pantanella offre un altro spunto di riflessione: «Putroppo episodi del genere sono più comuni di quanto si immagini. Chiediamo giustamente la collaborazione dei cittadini, ma poi risulta difficile spiegare perchè persone pericolose e che commettono reati escono dal carcere nel giro di pochissimo, che la legge è soggetta a mille interpretazioni. Che cosa sarebbe successo se quell'uomo, ubriaco, avesse investito qualcuno? Per fortuna l'episodio è accaduto in piena notte, quando in giro per le strade non c'è nessuno». Per il vicesegretario di Fnp-Ugl la questione è una sola: «Serve la certezza della pena». I proclami della politica? «Per ora abbiamo sentito tanti slogan. Aspettiamo di vedere se seguiranno i fatti».
Rita Cola