I criteri del ‘disagio'
SAN GIORGIO.L'erogazione di alcune particolari prestazioni e servizi di assistenza può risultare agevolata, nel caso i soggetti richiedenti rientrino nelle cosiddette soglie del 'minimo vitale" o del 'disagio": queste ultime sono annualmente riparametrate da una delibera della giunta, in base ai criteri stabiliti dagli articoli 9 e 10 del regolamento comunale e della contingenza economica generale. L'esecutivo guidato dal sindaco Massimo Arri ha di recente provveduto proprio alla revisione annuale, elevando rispettivamente da quattromila 542,41 a quattromila 608,45 euro il minimo vitale, e da novemila 84 euro e 82 centesimi a novemila 216,90 la soglia del disagio: per 'minimo vitale" si intende l'80% dell'importo annuo della pensione integrata al minimo Inps (pari a cinquemila 760,56 euro, suddivisi in tredici mensilità), mentre per 'soglia del disagio" la quota equivalente al doppio del suddetto minimo. Come è noto, presso il Comune può essere richiesto il certificato Isee, che attesta proprio il reddito annuo di ciascun nucleo familiare residente: tale documento è richiesto in caso di inserimento nelle fasce di contribuzione, per servizi quali la mensa ed il trasporto scolastico; o per esempio, per la riduzione del 50% del canone fisso per gli impianti telefonici fissi (legge 314/01) nel caso in cui, in aggiunta a un reddito inferiore ai seimila 713,94 euro, sia certificata la presenza nel nucleo familiare di un titolare di pensione di invalidità civile o assegno sociale Inps, oppure di una persona disoccupata (iscritta alle liste di collocamento) o che abbia compiuto 75 anni. (s.s.)