‘Presi in giro, ma non molliamo'
CALUSO. Doveva durare un'ora, (dalle 10 alle 11) invece è proseguita fino alle 12,30 l'assemblea di ieri, mercoledi 11 giugno, all'interno dello stabilimento della ‘Sferal', in via Martiri d'Italia a Caluso. L'assemblea era stata indetta per informare, sia i lavoratori rientrati in fabbrica che quelli ancora in cassa integrazione, sull'incontro svoltosi due giorni prima presso la sede eporediese di Confindustria, tra azienda ed organizzazioni sindacali.
Un incontro purtroppo che dilata ulteriormente le preoccupazioni di tutti e che sembra riportare la fabbrica di via Martiri indietro di parecchi anni, quando si parlava di crisi, di esuberi, di incertezza per il futuro.
Al termine dell'assemblea i commenti dei lavoratori, e soprattutto dei cassaintegrati, ora riuniti in un comitato, sono improntati a un certo pessimismo.
«L'azienda ha chiesto uno slittamento, rispetto ai tempi previsti dall'accordo, per i lavoratori che sono ancora in cassa. Se ciò non avverrà entro agosto, per noi si apre la strada della mobilità. Del resto non c'è alcuna certezza neanche per chi resta», dice Antonio Aloi.
«Ci prendono in giro e la nostra non è una più sensazione, ma una certezza - è il commento di un gruppo di cassintegrati -. Sappiano comunque che noi non siamo intenzionati a mollare».
L'assemblea si conclude infatti con l'organizzazione delle prossime iniziative. «È stato avviato - spiega Flavia Savoré delle RSU di fabbrica - un percorso di tipo sindacale che riprenderà lunedi pomeriggio con un incontro a Torino presso l'assessorato al lavoro della Regione Piemonte».
«Ad esso seguirà nel più breve tempo possibile - le fa eco Paolo Azzolin - un altro al Ministero dell'Industria. L'accordo è stato siglato in quella sede e qualcuno deve assumersi le sue responsabilità se ora non viene rispettato. Altrimenti cosa l'abbiamo firmato a fare?».
Il piano industriale presentato poco più di un anno fa dall'azienda, subito dopo l'acquisto e la fusione delle due fabbriche di via Martiri d'Italia, stenta a decollare: le attività che avrebbero dovuto integrare la storica produzione di stampanti nel sito calusiese non sono partite, e i dubbi sulla loro implementazione ormai aumentano di giorno in giorno.
«Il piano dei rientri si è stoppato a marzo - afferma ancora il sindacalista Azzolin -, e da allora, invece di proseguire nell'opera di reinserimento prevista nell'accordo del 26 gennaio 2007, l'azienda ha provveduto a collocare ripetutamente in cassa integrazione i lavoratori già riassunti (sono 155). Per giunta ora l'azienda ha reso noto di avere cinquanta esuberi tra i lavoratori rientrati. Lavoratori che poi saranno impegnati in altre attività. Si, ma quali? All'orizzonte per il momento non se ne vedono».
Lydia Massia