Una ‘gimkana' per raggiungere Nefrologia

IVREA.Gli spostamenti all'interno dell'ospedale vengono si rivelano 'gimkane" per un nostro lettore, disabile in carrozzina, che ci scrive. 'Arrivo all'ospedale, accompagnato dall'operatrice sanitaria: alle 8,45 devo essere all'ambulatorio di nefrologia. Parcheggio l'auto: gli spazi per disabili sono occupati da mezzi senza contrassegno. Prendo un primo ascensore, percorro un corridoio, entro in un secondo ascensore, attraverso un secondo corridoio, rientro in un terzo ascensore e arrivo quindi all'ambulatorio. Per questo tragitto ho impiegato 15 minuti, sia per l'andata che per il ritorno. La gimkana si potrebbe evitare perché a due minuti di percorrenza dall'ambulatorio c'è una porta che dà all'esterno, sulla strada, dove c'è la possibilità di parcheggio per mezzi di trasporto dei disabili. Ma per aprire la porta serve un budget. Forse si poteva dotarla di un videocitofono, affinché potesse essere usata da parte dei disabili"
Con il dottor Francesco Arnoletti, vice direttore sanitario, abbiamo preso in considerazione il percorso compiuto dal disabile. Su via Amedeo di Castellamonte c'è infatti un accesso alla dialisi, con videocitofono. Da poco più di un mese questa entrata è destinata ai pazienti che dispongono di un budget e pertanto possono accedere con facilità ai locali. In questi giorni però il videocitofono non funziona a dovere: a chi suona, dunque, non viene aperta la porta meccanicamente.
Arnoletti ha verificato il problema con il capo sala del servizio e in breve sarà risolto, anche perché «Abbiamo speso una cifra ragguardevole per agevolare l'accesso - afferma il medico - e pertanto tutto deve funzionare a dovere». Se però il nostro lettore deve recarsi presso l'ambulatorio di nefrologia, Arnoletti gli consiglia di passare dall'entrata centrale dell'ospedale, per affrontare cosi un percorso molto più semplice, essendo stato il reparto trasferito, da un mese, al blocco B, piano 3/s. «Il nostro utente può lasciare l'auto nel parcheggio di piazza della Credenza, entrare in ospedale dall'accesso per portatori di handicap, percorrere il corridoio e prendendo un solo ascensore arrivare all'ambulatorio».
Arnoletti evidenzia l'importanza di non accantonare il progetto di costruzione del nuovo ospedale, la cui necessità si evidenzia ogni giorno. Il vice responsabile sanitario ritiene che la città si debba dotare di una struttura sanitaria razionale, costruita a dimensione di utente, dove trovare servizi qualificati.