Organizzazione da medaglia


IL SOGNO di una serata di fine primavera degli organizzatori dei Mondiali si è avverato.
E cosi, dopo la Dora, almeno per qualche ora anche il cielo si è fatto amico, consentendo il regolare svolgimento di una cerimonia pressoché perfetta, che resterà impressa a lungo nella memoria di chi ha avuto la ventura di prendervi parte oppure di assistervi.
Eporediesi e loro ospiti (dagli atleti ai turisti, agli addetti ai lavori) hanno vissuto momenti di rara suggestione grazie a una cerimonia inaugurale che a molti ha ricordato quella dell'Olimpiade torinese di due anni addietro.
Pur facendo le debite proporzioni, tuttavia non si può fare a meno di sottolineare la piena riuscita di una manifestazione il cui iter è stato tutt'altro che privo di difficoltà e comunque realizzata con risorse alquanto limitate.
Ma a volte può capitare che dalle idee abbinate all'entusiasmo nascano veri e propri miracoli (e non solo per le condizioni atmosferiche, ché li - forse - è ancora troppo difficile arrivare...), come quello visto martedi sera.
In un'ora e mezzo si sono condensate emozioni intense, anche al di fuori del come sempre suggestivo rito dell'alzabandiera. A cominciare dall'‘alluvione' di bambini azzurrovestiti sul palco, per continuare con l'irruzione del cavallo murgese condotto con maestria da Mario Di Stazio (anch'egli, guarda caso, un mito della canoa eporediese), per finire con le sempre toccanti note del ‘Nessun dorma', al culmine della notevole esibizione dell'orchestra diretta dal maestro Monte.
In mezzo, tanti altri momenti emozionanti, capaci di far passare in secondo piano qualche piccola ‘stonatura', come la mancata traduzione del messaggio inaugurale del presidente della Federazione canoistica internazionale.
In attesa di quelle riservate agli atleti, martedi sera il Comitato organizzatore si è conquistata sul campo la sua personale e pregiata medaglia per la realizzazione di un ‘evento nell'evento', destinato a rimanere nella storia cittadina.

Tiziano Passera