Comune e Pro loco ai ferri corti per una rana

FELETTO. La goccia che ha fatto traboccare il vaso di rapporti già tesi tra Pro loco e l'amministrazione di Feletto, è stata l'offesa che il sindaco Stefano Filiberto avrebbe indirizzato al simbolo dell'ente turistico: un grande gagliardetto di circa due metri per due che riporta disegnata a mano una rana con la corona su sfondo bianco. Come è noto la rana costituisce una delle peculiarità del piccolo centro basso canavesano: logico quindi che la Pro loco l'abbia cucita nel suo stendardo.
Per nulla strano parrebbe poi veder sventolare uno stendardo dal balcone di un ente di promozione turistica che, per giunta, nel giro di due anni ha raddoppiato i soci, e si è convenzionata con l'Unpli.
Ma nonostante, come dicevano i latini, de gustibus non disputandum est, a Feletto, sul lato estetico dello stendardo con la rana, si è discusso lo stesso.
«Togliete quello straccio di stendardo dal balcone della Pro loco». Questa la frase che sarebbe stata pronunciata dal primo cittadino in direzione dello stendardo. Sarebbe, appunto.
Michele Mazzamati, presidente della Pro loco, per amor del quieto vivere ha rimosso lo stemma dal balcone. Lo ha sistemato in un angolo della sede.
Poi, però, ha capito che proprio con ce la faceva a tenersi tutto dentro, cosi ha preso carta e penna e ha cominciato a scrivere. Una lunga missiva indirizzata al sindaco e a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione in cui spiega nei dettagli i contrasti nati subito dopo l'insediamento della giunta del Filiberto. Quindi dall'anno scorso.
Contrasti che a suo dire, sarebbero a senso unico. «Ho il dubbio - dice Mazzamati - che l'attuale maggioranza voglia arrivare allo scioglimento di questa Pro loco in modo da poter gestire anche l'organizzazione delle manifestazioni con quello stile di malcelata superiorità che sta caratterizzando il suo operato. Dal canto nostro ci auguriamo che questa amministrazione prenda atto che avanti cosi non si può andare. Noi crediamo che l'interesse principale siamo sempre i cittadini e che ognuno dovrebbe fare il proprio lavoro. Quindi, visto che tra un po' si deve programmare anche la festa patronale si spera in un incontro per decidere insieme. Intanto noi, dopo una riunione con il direttivo, abbiamo deciso di annullare per quest'anno la quarta edizione della ‘Giornata felettese' in programma per il prossimo 15 giugno».
Il problema dei rapporti tesi tra Comune e Pro loco starebbe proprio nella mancanza di una collaborazione se non addirittura di un ostracismo da parte della maggioranza del sindaco Filiberto. O almeno cosi la vede la Pro loco. «Prima ci hanno ridotto il contributo per il carnevale, passato da settemila e quattromila euro - aggiunge Mazzamati - poi dopo la presentazione di una bozza di programma per il 2008 nella quale chiedevano per l'appunto una sempre maggiore collaborazione, non solo di carattere economico, in pratica ci hanno lasciato soli. Nessun amministratore comunale si è fatto vedere alle feste di Natale che abbiamo organizzato per i bambini delle scuole. Abbiamo chiesto un piccolo contributo per la giornata felettese ma la loro risposta è stata: ‘non abbiamo i soldi e non facciamo neanche i manifesti della manifestazione'».
Dal canto loro, gli amministratori affidano la replica all'assessore Graziano Colacicco, incaricato dei rapporti tra i Comuni e le associazioni.
L'assessore getta acqua sul fuoco. «Quelli di Mazzamati sono timori infondati: noi non vogliamo per nulla sostituirci alla Pro loco - dice - L'unico problema sta effettivamente nella scarsità delle risorse economiche da destinare alla promozione del territorio. Ci siamo prefissati obiettivi importanti nel campo delle opere pubbliche ed abbiamo tutta una serie di emergenze. Quindi siamo stati costretti a tagliare i contributi alle associazioni. La Pro loco ha sempre portato avanti le sue iniziative. E senza nessun impedimento da parte nostra. Mi rendo comunque disponibile per un incontro se mi verrà richiesto. A proposito invece della questione che riguarda lo stendardo, so era necessario rimuoverlo poiché il palazzo in cui ha sede la Pro Loco è sottoposto a vincoli architettonici, e quindi anche di natura estetica da parte della Soprintendenza». (l.m.)