I 120 volontari gruppo affiatato e ‘multilingue'
SE N'È parlato tanto in tempi di Olimpiadi invernali e anche ad Ivrea, in occasione dei Mondiali, non ci si può scordare di loro: i volontari, il motore di tutta la macchina organizzativa dell'evento eporediese. Persone di tutte le età che hanno iniziato il loro percorso già mesi fa per prepararsi e seguire degli incontri che li avrebbero indirizzati ognuno a svolgere mansioni precise. Sono 120 i volontari e al loro impegno si aggiunge quello dei ragazzi seguiti dalla Cooperativa Pollicino, dai ragazzi dello Csea che seguono un corso a indirizzo turistico, e tutti i volontari della Croce Rossa e del soccorso fluviale.
«La selezione è stata fatta tre mesi fa - racconta Pietro Cecchin, uno dei responsabili dei volontari - e ci siamo trovati di fronte persone entusiaste e fortemente motivate. In base alle loro conoscenze sono state successivamente destinate a diversi settori. Molti volontari hanno fatto esperienza alle Olimpiadi di Torino e questo ha rappresentato sicuramente un valore aggiunto. Senza di loro non si sarebbe potuto fare nulla e vorrei ringraziare di cuore i volontari del settore manutenzione che hanno fatto un lavoro straordinario. Coordinati da persone del mestiere, hanno rifatto dei bagni, dipinto pareti, ristrutturato degli ambienti. Un lavoro immenso».
Oltre a questo settore che si è dovuto rendere operativo da tempo, i volontari sono destinati anche all'assistenza delle singole squadre, all'accoglienza, ai punti informativi, alla cerimonia di apertura, alla logistica e alle gare, alle premiazioni, al soccorso, ai trasporti, all'antidoping all'elaborazione dei dati, al sito web, agli accrediti, alle mostre collaterali. I volontari di Ivrea 2008 saranno firmati Robe di Kappa con le loro tute blu, polo azzurra e cappellino.
«Sicuramente uno degli aspetti più belli di questa esperienza - dice Cecchin - ci è stata offerta proprio attraverso il reclutamento e la preparazione dei volontari. Perché ci ha permesso di instaurare nuovi rapporti e nuove conoscenze con tante persone tutte accomunate dalla passione non solo sportiva, ma anche della città, del territorio. Di solito questi atleti sono abituati ad allenarsi e gareggiare in posti sperduti. Ivrea invece è un ‘unicum' con il suo fiume e il suo sport principe, per questo ha impressionato favorevolmente gli atleti e ha contribuito a rendere più stretto il legame dello sport con l'ambiente».
La maggior parte dei volontari sono pensionati o studenti, ma non mancano i lavoratori che hanno preso ferie. Ci sono baristi, dentisti, commessi, avvocati, casalinghe, ingegneri, infermieri, architetti, autisti di autobus, insegnanti, danzatrici, psicologi, impiegati. La maggior parte di loro proviene dalla provincia di Torino, ma c'è anche chi arriva da Ostuni e da Dublino. Il volontario più anziano è del 1934. E le lingue che si riconoscono fra i volontari sono davvero tante: inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, rumeno, albanese, polacco, danese, turco, finlandese. Infine ci sono ancora altri volontari, ossia le persone che ospitano gli atleti che avrebbero difficoltà nel sostenere tutte le spese.
Elisa Pescina