Un vero gioiello architettonico

IVREA.Gli edifici della Nave, due dei quattro previsti dal progetto originale, occupano un'area prospiciente le officine Olivetti, fra la stazione ferroviaria, via Jervis, e l'altura su cui sorge l'asilo di Borgo Olivetti. I due blocchi, arretrati rispetto al filo stradale, si sviluppano su due piani e sono collegati a livello della strada mediante un ampio e continuo percorso pedonale, coperto per un lungo tratto da un porticato a difesa dal sole e dalla pioggia.
I volumi dei livelli superiori si aprono verso l'esterno per mezzo di grandi superfici terrazzate e porticati. Il secondo piano presenta corpi ulteriormente arretrati. Ampie terrazze accentuano la 'dilatazione" e il prolungamento dello spazio interno anche ai piani superiori, annullando cosi il tema della 'facciata" e ponendosi in contrappunto con gli antistanti fronti delle Officine. Negli spazi liberi, tra i vari edifici, sono stati ricavati passaggi pedonali di collegamento con la città.
Gli interni dei due corpi di fabbrica si pongono in un rapporto di continuità con l'esterno di matrice organica, che arriva a coinvolgere lo spazio urbano, per mezzo di grandi superfici terrazzate e porticati. Il corpo dell'infermeria presentava al piano terreno i locali per le visite generali, le analisi e il pronto soccorso; al primo piano i laboratori e le visite specialistiche. Il corpo assistenza sociale offriva al piano terreno gli uffici per l'attività ricreativa e lo sport, la biblioteca; al primo piano le salette di consultazione; al secondo piano gli uffici degli assistenti sociali.
Lo schema planimetrico è costruito su un reticolo di esagoni di sei metri per lato, che 'apre" l'edificio verso la strada. I due corpi di fabbrica, separati per ottenere una netta differenziazione funzionale, vengono poi unificati dalle vie di comunicazione, dai lunghi porticati, dalle terrazze. Il Complesso è costruito su una larga maglia di travi che partono da pilastri, blocchi monolitici di granito rosa di Baveno a sezione esagonale, con interasse di 6 m e di 12 m sul filo esterno del portico. In alcuni casi la copertura risulta 'sfondata" o i pilastri immersi in una vasca d'acqua, che rispecchia il nodo delle travi. Il resto della struttura è in cemento armato rivestito in 'fulget". I corpi tecnici sono rivestiti di maiolica gialla, le fioriere di maiolica blu. Prospetti dei terrazzi al primo piano di calcestruzzo armato rivestito di intonaco, corrimano e doccioni in granito.
L'edificio per servizi assistenziali aveva al piano terra sale d'attesa, pronto soccorso, locali per le medicazioni, radioscopia, medicina generale, ostetricia e ginecologia, otoiatria e oculistica, camere di degenza e uffici; al primo piano ambulatori odontoiatrici, laboratorio, elettrocardiografia, fisioterapia, aerosolterapia, schermografia e radiologia; al secondo piano sala riunioni e alloggio infermiere. L' edificio per le attività culturali proponeva, al piano terreno, la biblioteca, gli uffici, le sale riunioni, i servizi del centro psicologia e l'ufficio degli assistenti sociali; al primo piano le sale lettura, schedari emeroteca; al secondo piano c'erano gli assistenti sociali.