In scena il tema ‘donazione'
IVREA.E' stato seguito con grande attenzione dal pubblico"Due di cuori", il delicato e intelligente spettacolo scritto per avvicinare le persone al problema della donazione degli organi e molto ben rappresentato, di recente, al teatro 'Giacosa". Sono tante ancora le paure da fugare, ma occorre comunque fare almeno un primo passo per accogliere una corretta informazione sui trapianti. I punti chiave di tale informazione sembrano essere i seguenti: la realtà della morte, la certezza della sua constatazione, il rispetto del cadavere, la necessità degli organi per altri pazienti, la maggior probabilità di ciascuno di diventare ricevente piuttosto che donatore, il valore della solidarietà e la necessità della mutualità.
Antonio Petrachi, medico legale e lucido quanto appassionato sostenitore della necessità di un rapido avvicinamento responsabile della gente a questo tema, al termine dello spettacolo ha spiegato: «E' bene si sappia che il punto di partenza è sempre la certezza della constatazione di morte, formulata in questi casi da tre medici specialisti, estranei alle procedure di trapianto, uno dei quali, il medico legale, è garante dei diritti del cittadino».
«E' bene sapere - ha aggiunto Petrachi - che il cadavere viene sempre rispettato e che alla fine della procedura il corpo si presenta come quello di tutte le altre persone appena operate, con una cicatrice e i punti di sutura».I trapianti esistono perché, da un lato, ci sono dei donatori e dall'altro ci sono degli ammalati che possono guarire, se trapiantati, o rimanere ammalati e spesso morire se non trapiantati: i trapianti non sono più sperimentali, allungano davvero la vita, e la allungano con buona qualità.
«Fondamentale - ha sottlineato Petrachi - è far comprendere che non c'è proporzione tra la difesa dell'integrità di un cadavere, destinato comunque al dissolvimento, e la salute di persone che non hanno altro mezzo per sopravvivere o per guarire».
A tal proposito il vescovo Arrigo Miglio ha affermato: «E' chiaro che la donazione è un gesto di altruismo e solidarietà. Se tuttavia si vuole mantenere una impostazione etica corretta, è importante chiarire come un legislatore, la medicina o l'opinione pubblica debbano essere sempre meglio capaci di 'riconoscere" la morte di qualcuno e più attenti a non 'decidere" quando sia o meno giunto il momento della morte di qualcuno: distinzione importante dal punto di vista cristiano perché in tale visione del mondo c'è qualcosa che non è scritto da noi e che ci deve fare sentire il nostro limite di creature». (fr.fa.)