La giornata della Terra ‘L'ambiente è un bene che deve essere tutelato'

IVREA. Anche a Ivrea c'è chi ha celebrato con convinzione la giornata mondiale della Terra. E dalla dottoressa Irene Ferrero arriva una riflessione. «Il 22 aprile di trentotto anni fa il giornalista americano John McConnel suggeriva di istituire la giornata mondiale della terra, 'Earth Day", ad oggi questa giornata si celebra in 174 nazioni», scrive.
E aggiunge: «Anche il 'Comitato ‘Medici senza Inceneritori', ha aderito a tale iniziativa. Questa manifestazione, che potrebbe apparire come una festività, è carica di un forte significato simbolico. L'estremo stato di degrado del globo terracqueo ha fatto si che un piccolo gruppo come il nostro, aderisse e potesse contribuire ad aprire uno spiraglio, accendere una fiammella di coscienza scientifica per una popolazione ed un territorio quale il Canavese fortemente impegnato in ricerca ed innovazioni, ma scarsamente consapevole delle poche risorse che ci rimangono a disposizione per i prossimi decenni. Il nostro piccolo contributo, ma particolarmente importante per l'equilibrio ed il benessere ambientale, ci ha imposto di divulgare su base scientifica e documentale i risultati e l'esperienza di popolazioni e aree del nostro pianeta assoggettate a situazioni che si paventano attuabili nel nostro Canavese. Gli effetti estremamente sottili e subdoli che ne conseguono e si possono creare dal momento in cui si ipotizzi di applicare e adottare tecnologie di combustione dei rifiuti e di qualunque altra combustione a qualsiasi titolo.
La serata che abbiamo proposto, col grande successo riscosso, è stata l'occasione per lanciare altri messaggi e ricondurre all'attenzione molteplici problematiche ambientali. Queste scelte politiche dovranno garantire la possibilità di essere orientate almeno al mantenimento della qualità dell'ambiente oggi riscontrabile, pur essendo consapevoli che le nostre conoscenze scientifiche ci possono permettere anche di migliorare e quindi di prevedere effetti e trasformazione del nostro 'habitat" da situazioni ed esperienze reali e non soltanto da ipotetiche teorie o proclami. Già una attenta lettura dell'attuale 'status" a livello di qualità ambientale del Canavese degli ultimi cinquanta anni, non ci lascia né ci consente quote eccellenti di ottimismo. Pertanto, se già si pensa di avere pochissimi numeri di compensazione ambientale, si eleva in modo esponenziale qualsiasi tipo di interferenza su cui noi possiamo aumentare o inserire ulteriori fonti di inquinamento ed in particolare l'inserimento e una riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte, estremizzando il riciclaggio».

Irene Ferrero