Polemica tra Anpi e Comune per il manifesto del 25 aprile
PONT.La celebrazione del 25 Aprile che avrà luogo domani mattina, venerdi, potrebbe avere un risvolto polemico a Pont. Secondo la locale sezione Anpi (Associazione nazionale partigiani), il Comune avrebbe modificato il testo della locandina della manifestazione concordato tra gli organizzatori (amministrazione comunale, Associazione Combattenti e Reduci, ex Internati, Nastro Azzurro e la stessa Anpi), cambiando il senso della commemorazione.
«Sul manifesto è scomparsa la parola antifascismo e non viene fatto riferimento a coloro che hanno combattuto per la libertà - affermano Marino Pilatone e Claudio Barinotto, membri del direttivo della sezione Anpi, presieduta da Giuseppe Selva -. Si tratta, in sostanza, di una censura a cui non riusciamo a dare spiegazione». La frase (modificata) oggetto della controversia è la seguente. '...perché gli ideali della Resistenza siano l'ideale fondamento della Repubblica Italiana, perché giustizia e onestà abbiano a trionfare nel nostro Paese, perché i popoli di tutto il mondo vivano in pace e libertà...".
«Come si vede non c'è nessun cenno all'antifascismo, ma ancor più del cambiamento di un testo ampiamente concordato, che non faceva altro che riprendere le parole comparse sul manifesto del 2005, siamo stupiti del fatto di non essere stati interpellati - rilevano i responsabili dell'associazione partigiani -. Si tratta di un autentico atto d'imperio che non ci piace affatto».
«La polemica non esiste - replica il sindaco pontese, Marco Balagna -. La frase riportata è identica a quella del manifesto dello scorso anno ed era stata modificata di comune accordo nel 2006, per renderla più attuale. Ritengo di aver sempre dimostrato pieno rispetto verso chi ha combattuto per affermare i valori fondanti della Repubblica e per l'associazione che li rappresenta. Non capisco quale sia il motivo della controversia, dato che il 25 Aprile viene celebrato come sempre e la sala consiliare è a disposizione una settimana per la Mostra sulla Resistenza».
Punti di vista. Restano il rammarico, degli uni, e la consapevolezza di non aver stravolte le cose, degli altri. Come sempre, ci sarebbe la necessità di un punto d'incontro, ma per ora la 'frattura" sembra non possa essere sanata. (o.d.p.)