Scritte e disegni sui muri

SAN GIUSTO. È purtroppo durato poco, molto poco, l'effetto della tinteggiatura esterna della palestra del complesso scolastico di San Giusto. Fatta eseguire a tempo di record durante le vacanze pasquali, doveva essere una sorpresa che l'amministrazione comunale aveva pensato di far trovare ai ragazzi, in occasione della ripresa delle lezioni.
I soliti ignoti, infatti, non hanno colto l'appello del sindaco Giosi Boggio a preservare il decoro dei muri, ed hanno già provveduto ad imbrattarli con nuove scritte: «A questo punto - conviene serafica il primo cittadino - stiamo pensando a dare spazio ai murales dei ragazzi, sperando che almeno in questo modo essi possano avere rispetto delle loro opere d'arte. L'intervento di ripristino era, comunque, d'obbligo, tenendo conto che l'edificio era ormai quasi completamente ricoperto di scritte di ogni genere: si è voluto dare un tono più vivace alla struttura, utilizzando colori caldi e diversi per ogni pannello».
Peccato che ci sia sempre qualcuno che non pensi che il paese è bello viverlo, soprattutto se ordinato e pulito. «L'educazione è anche una forma di civiltà - aggiunge la Boggio - e spesso si comincia proprio con l'avere rispetto della cosa pubblica. L'abitudine a scrivere sui muri, ed esprimere con scritte i propri pensieri o disagi, non è di sicuro il mezzo di comunicazione più appropriato anche se, purtroppo, sempre più in voga».
Simili appelli, appunto, cadono però spesso nell'indifferenza o, peggio, nel menefreghismo collettivo, costringendo a posteriori le amministrazioni locali a mettere mano al portafogli: ed impiegare denaro pubblico per rimediare ai danni di pochi.
La tinteggiatura della palestra è comunque solo il primo di una serie di accorgimenti che la giunta Boggio intende mettere in atto a breve per rendere più piacevole ed accogliente patrimonio ed arredo urbano.
«Pensiamo - conclude il sindaco - alla sistemazione di ulteriori aiuole fiorite nel centro abitato, vorremmo insomma dare una 'rinfrescata" al nostro Paese Giardino: ovviamente ci serve la collaborazione di tutti».
Stefano Saccotelli