La città dei prossimi cinque anni secondo quanti ambiscono a guidarla

IVREA.Dalla sicurezza alla manutenzione, dall'obiettivo di togliere "il grigiore" alla città alla realizzazione di tanti progetti, molti dei quali vengono lasciati "cantierabili" dalla giunta uscente. Su questi e tanti altri argomenti si sono confrontati i sei candidati sindaco della città di Ivrea. Sono Carlo Della Pepa (Partito Democratico, Lista Barberis, Italia Dei Valori, Moderati, Partito Socialista); Pio Coda (Con Pio Coda per Cambiare, Uniti per la Comunità, Popolo della Libertà, Unione Democratica di Centro); Alberto Tognoli (Lista dei cittadini); Salvatore Rao (Sinistra L'Arcobaleno); Giovanni Conti (Destra-Fiamma Tricolore); Alessandro Vigna (Lega Nord e Pensionati). Tutti hanno avuto l'opportunità di esprimersi su diverse questioni. Le domande prendevano infatti spunto dal programma ed erano mirate ai singoli candidati.
La Sicurezza.E' un punto essenziale un po' di tutti i sei programmi elettorali. Coda ha fatto notare che se il sindaco non è il capo dell'ordine pubblico può effettuare "azioni di coordinamento" per una presenza costante di vigili e poliziotti sul territorio. Rao vuole rivedere la pianta organica, perché oggi in città mancano ben sette vigili. Importante per lui la presenza di una postazione mobile delle forze dell'ordine nei vari quartieri «per rassicurare i cittadini ma anche per raccogliere reclami». Per Tognoli la risposta efficace alla questione sicurezza va data, prima di tutto, a livello nazionale. «I residenti devono però imparare a segnalare sempre ciò che notano di irregolare in città».
Trasporti.Si è espresso Vigna, che propone di modificare il sistema attuale, dopo uno studio sulle esigenze del territorio. Il trasporto va incrementato nelle giornate prefestive e festive per permettere ai giovani di recarsi in bus nelle discoteche e nei luoghi di incontro della zona.
Cittadella dello sport.E' un progetto importante per Coda che lo intende come un campus, un vero e proprio centro di aggregazione da costruire ampliando magari l'area sportiva di San Giovanni.
Università.Per Vigna si devono portare a Ivrea corsi di eccellenza, dopo un'efficace "trattativa" con i dirigenti torinesi.
Sanità, salute, ospedale.Per Conti la politica ha quasi distrutto l'ospedale eporediese, che versa in pessime condizioni. Egli è d'accordo per il nuovo nosocomio ma anche per la creazione di centri diurni per anziani, i quali devono poter vivere fino alla fine della loro vita nella propria casa. Per Della Pepa oggi non solo bisogna mantenere ma incrementare i servizi sanitari e assistenziali, tenendo conto anche della popolazione che sta invecchiando. Essenziale dunque costruire non solo l'ospedale ma il Poliambulatorio, quest'ultimo previsto alla Montefibre.
Partecipazione.Cruciale per Rao. Egli ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dal suo progetto Ivrea Partecipata, sostenuto dalla giunta Grijuela e ha rimarcato: «Il dovere di un'amministrazione è ascoltare sempre i suoi cittadini». Tognoli vorrebbe proporre figure professionali che affianchino i consiglieri nel loro compito, aiutandoli e informandoli sulle "questioni tecniche". Egli ritiene che la sua lista, dei cittadini, proponga già con la sua costituzione un esempio di forte partecipazione.
Fonti energetiche alternative.Della Pepa le giudica qualificanti e si propone di seguire la strada imboccata dalla giunta Grijuela che ha iniziato a fare ricorso al risparmio energetico. Ma anche di avviare iniziative per la ricerca di nuove possibilità.
Immigrazione e consigliere straniero.«L'immigrazione controllata è una risorsa, se non controllata un danno» dice Vigna, mentre Conti ritiene che prima sia indispensabile occuparsi dei problemi dei residenti e poi degli immigrati, i quali devono avere un lavoro dignitoso. Entrambi si dicono d'accordo per la presenza attiva di un consigliere straniero, che per Vigna deve anche sentirsi responsabile di come si comporta la sua comunità in città». (g.a.)