In consiglio duro scontro sulla cava
SAN GIORGIO. Il gruppo di minoranza "Nuove idee per San Giorgio" ribadisce il suo "no" al progetto di cava soprafalda in regione Lotti: respingendo, coi voti dei suoi tre rappresentanti (assente nell'occasione il consigliere Giuseppe Peila), il relativo schema di convenzione con le società proponenti Bairo Beton srl e Cave di Tina srl, inserito all'ordine del giorno dell'ultimo consiglio comunale.
Progetto che risale all'inizio del nuovo millennio e che prevede la possibilità per le ditte beneficiarie di procedere ad escavazioni controllate (e per un periodo limitato) nella zona, sulla sponda destra dell'Orco al confine con Feletto e Bosconero. L'area lambisce l'abitato di frazione Cortereggio, storicamente esposta alle esondazioni del torrente; tra l'altro, nei giorni scorsi, il comitato spontaneo della borgata sangiorgese (coordinato da Albino Binando) ha denunciato manipolazioni sospette proprio nella zona in questione.
Il sindaco Massimo Arri, supportato in consiglio dal suo predecessore ed attuale vice Giovanni Ellena (alla cui legislatura risale l'approvazione del progetto originario), ha ancora una volta rassicurato sui termini della convenzione: «Si tratta - ha detto - di scavi effettuati su un'area ben definita, fino ad una profondità di un metro e mezzo ed a un totale di 39mila metri cubi di materiale asportato: questo produrrà un introito per le casse comunali, stimato in 76mila euro, denaro che intendiamo reinvestire proprio nelle necessarie opere di consolidamento spondale del torrente, a tutela dell'abitato di Cortereggio In aggiunta, beninteso, a quelle di ripristino e rimboschimento già previste a carico delle società proponenti». «Progetto - ha replicato Doloris Binando, dell'opposizione - che passa però attraverso il sostanziale dissesto della zona interessata, e non ultimo l'abbattimento sistematico di interi boschi ormai consolidati. Non sarebbe stato meglio pensare ad un intervento mirato al solo consolidamento spondale? Partendo dall'esistente per semmai migliorarlo, e non delegandone il destino all'iniziativa di imprenditori privati? Inutile organizzare le "feste degli alberi", se poi questo è l'esempio concreto che diamo ai nostri figli...».
Punto di vista, questo, concettualmente opposto da quello della giunta Arri, che vede invece l'opportunità di recuperare le risorse necessarie per agire sulle sponde dell'Orco: ovviamente il provvedimento è passato, con gli otto voti della maggioranza (non era presente Angela Miglio) e, comunque, con un approccio di base che continua a non convincere la minoranza: «Non siamo certamente contrari - ha aggiunto il capogruppo Giovanni Mezzano - ad interventi che vadano nella direzione di una salvaguardia dell'abitato di Cortereggio, e nessuno mette in dubbio a priori che questo non possa alla fine risultare tale: ma le modalità ed i termini dell'accordo continuano a lasciarci perplessi. Lo stesso schema di convenzione si presta a molte interpretazioni, ed interrogativi: si cita un'area di 55mila metri quadri, e poi ci viene spiegato che in realtà quella è un' 2area catastale" e non quella che sarà effettivamente interessata dagli scavi. Vengono menzionate garanzie fidejussorie, che tuttavia non sembrano del tutto tutelare il Comune».
L'insistenza dell'opposizione, su una questione già in altre occasioni dibattuta, ha finito per indispettire lo stesso primo cittadino: «Noi rimaniamo convinti - ha sbottato Arri, visibilmente alterato dopo l'estenuante disamina durata oltre un'ora - che questa soluzione finirà per rivelarsi vantaggiosa, per Cortereggio prima ancora che per le casse comunali. Ci sono fior di pareri favorevoli a surroga del progetto, da quello della conferenza dei servizi agli elaborati del Politecnico di Torino, e di tecnici ed enti competenti...!».
In un clima di imbarazzo, il sindaco Massimo Arri chiuso il dibattimento di giovedì sera mettendo ai voti la delibera: che, come detto, è passata coi soli suffragi di "Uniti per San Giorgio". (s.s.)