La dura lettera di Morello scatena reazioni indignate
SETTIMO VITTONE. Ha ragione Giulio Roffino ad affermare che lunedì sera sono volati gli stracci. Eccome se sono volati. La bagarre che ha preceduto la sua nomina alla presidenza della Comunità Montana Dora Baltea merita un approfondimento.
Già perché la discussione ha messo in luce il deleterio stato di salute dei rapporti all'interno dei vari rappresentanti dei comuni del comprensorio. A gettare benzina sul fuoco è stata la lettera inviata alcune settimane fa a tutti i consiglieri, dall'ex presidente Eligio Morello. Una lettera dai toni molto duri in cui, senza giri di parole, si accusa il vecchio esecutivo capeggiato da Roffino, di molte irregolarità gestionali. «Sono state assegnate gare d'appalto in totale libertà - ha affermato nel corso del dibattito Fausto Francisca -. Ad esempio, quanti soldi sono stati investiti nell'ufficio tecnico che poi non ha di fatto mai funzionato? Da parte vostra sono state fatte leggerezze amministrative. Ci abbiamo messo sei mesi per fare ordine e riportare i conti nei capitoli giusti. Non c'è una fattura protocollata, esigiamo chiarezza». «Se la situazione è così contorta come sostenete, perché ne veniamo informati solo ora? - ha chiesto Vincenzo Baruzzi -. Questa vostra manovra non è credibile, state solo spargendo fango. Se ci sono state cose poco chiare deve essere il revisore dei conti a reagire, sinora non lo ha fatto».
Duro il commento del vice sindaco di Chiaverano Rudy Ravera Chion: «In questi anni i personalismi hanno fatto legge. Mi pare strano sentir dire oggi da Renzo Fornero che non è riuscito ad amministrare perché c'era un tale dissesto amministrativo che glielo ha impedito. Credo sarebbe bastato rifarsi alla professionalità dei tecnici e dei funzionari. Spetta a loro gestire».
La parola è passata quindi a Eligio Morello: «Questo dibattito è funzionale alla scelta dei due programmi di governo ed è indispensabile per fare chiarezza una volta per tutte». Poi rivolgendosi a Giulio Roffino: «Ti ho sempre stimato, ma dopo le verifiche dei funzionari ho capito che alla guida della Comunità Montana hai fatto molti danni, hai dato incarichi con una certa leggerezza, senza porre un minimo di evidenza pubblica. Noi invece abbiamo agito in maniera esemplare, facendo ordine in una gestione davvero poco chiara». Tirato in ballo nel corso del dibattito, anche Giovanni Aldighieri ha voluto dire la sua: «Nella lettera di Morello vengo citato quale assessore in carica al fianco di Roffino tra il 2002 e il 2004. Nulla di più falso e tendenzioso. In quel periodo non ero né consigliere né assessore. Questo dà la misura dei contenuti di quel documento». Laconico il commento del sindaco di Quincinetto, Fabrizio Bernabé: «Non ho sottoscritto nessuno dei due programmi perché è evidente cosa è emerso stasera - ha affermato -. Fino a quando la Comunità non diventerà ente erogatore di servizi non avrà senso fare una maggioranza ad ogni costo, per cui non voterò nessuno». Al momento del voto Bernabé ha poi votato contro il ritorno di Roffino. (a.a.)