‘Noi, pronti alla battaglia'

LUSIGLIE'. «A pagare alla fine sono sempre i più deboli». A parlare così è Lodovico Actis Perinetto, presidente provinciale della Confederazione Italiana agricoltori, sceso in campo per difendere il sindaco di Lusigliè Ezio Toscana che si trova a dover pagare diecimila euro dopo essere stato costretto ad ospitare, in un boschetto di proprietà comunale una mandria di bovini sequestrata dall'autorità giudiziaria: «Non possiamo lasciarlo solo in questa battaglia».
Insiste Actis Perinetto: «Occorre che la Regione intervenga. Oltre al caso specifico esiste il problema più generale legato al fenomeno dei pascoli abusivi: mandrie composte da centinai di capi tra bovini e pecore che scorrazzano lungo i terreni agricoli compresi nella fascia del fiume Orco da Chivasso fino all'Alto Canavese. Animali che oltre a danneggiare i terreni potrebbero esseri vettori di malattie».
Sarebbero oltre duemila i capi di bestiame fuori controllo in una vasta area che va da Montanaro a Feletto.
Lo sa bene il presidente della Cia che aveva già segnalato l'esistenza del fenomeno alle autorità regionali, manifestando tutto il malessere e la preoccupazione degli agricoltori. Un'iniziativa condotta congiuntamente alla delibera di contrasto ai pascoli abusivi approvata dai consigli comunali dei comuni coinvolti.
«Sono venuto a conoscenza del problema - dice ancora Lodovico Actis Perinetto - dopo aver incontrato un gruppo di agricoltori di Chivasso e di Montanaro che avevano anche promosso una petizione per attirare sul problema dei pascoli abusivi l'attenzione delle autorità provinciali e regionali. A quel punto ho inviato al Prefetto, alla presidente della Regione Mercedes Bresso, all'assessore regionale alla Sanità e alle ASL, una lettera in cui esprimevo le preoccupazioni degli agricoltori danneggiati e chiedevo un intervento diretto. Mi stupisce che l'assessore all'agricoltura Mino Taricco abbia dichiarato di non aver ancora ricevuto nulla in proposito».
«Da soli - continua - gli agricoltori ed i sindaci non ce la possono fare. Qualcosa però si sta muovendo. Ci sono maggiori controlli anche da parte dei carabinieri dei Nas e dei Noe». Per Perinetti c'è poi il problema del controllo sanitario su questi capi: «La normativa prevede per gli allevatori regolari delle regole rigide da seguire cosa che gli abusivi, certo non fanno. E come se non bastasse ci potrebbe essere anche un problema di carattere economico. Mi risulta inoltre che ‘gli abusivi venderebbero il latte ‘in nero' causando così una perdita economica agli allevatori». (l.m.)