A Perosa si prospetta una corsa a due
PEROSA. Sta per concludersi, a poco più di un anno dalla sua nomina, il mandato del commissario prefettizio di Perosa Paolo Accardi, nominato dal prefetto a seguito delle dimissioni di un gruppo di consiglieri comunali e della conseguente decadenza del sindaco Giuseppa Vanacore. Il 13 e 14 aprile i 478 elettori perosiesi potranno nuovamente scegliere il nuovo sindaco e il consiglio comunale chiamato a rappresentare i poco meno di seicento residenti del piccolo comune di appena 503 chilometri quadrati di superficie, attraversato da 4 chilometri di strade comunali.
Prima ancora di avere la conferma che, come si vocifera, a contendersi la poltrona di primo cittadino saranno l'ex olivettiano Michele Borgia di 56 anni e l'ex consigliere Pasquale Federico, commerciante di 50 anni, abbiamo cercato di sentire quali sono le richieste avanzate dai cittadini al futuro sindaco.
Gli abitanti di Perosa confermano la loro nota riservatezza ed esprimono con difficoltà il proprio punto di vista. Ad inviare i loro messaggi al prossimo primo cittadino sono stati i due maggiori rappresentanti del commercio del paese, che hanno meglio di altri il polso della situazione locale. «Vorrei un paese un po' più controllato e pulito - spiega Carla Carrera, titolare del negozio di generi alimentari - Non posso lamentarmi più di tanto, ma vorrei che ci fosse almeno uno spazzino e magari qualche cassonetto in più per la raccolta dell'immondizia».
In merito alla questione centrale del paese, quella del discusso Ostello per la gioventù, Carla Carrera confessa: «Non ho ancora capito molto e non so giudicare perché prima bisogna sapere bene di cosa si tratta. Sento molti commenti da parte dei miei clienti che però cercano tutti di evitare una decisa presa di posizione sull'argomento che, credo, sarà di nuovo al centro del dibattito in Comune».
Sull'Ostello interviene anche il titolare del bar tabaccheria Giorgio Caula: «Il problema - dice - è controverso e bisogna vederlo da vicino per poter esprimere giudizi. Una cosa contenuta dal punto di vista urbanistico potrebbe giovare, ma è necessario capire quali saranno gli ospiti che arriverebbero anche se, per quanto mi riguarda, so che le persone che lo propongono sono molto serie».
In merito alla situazione locale, Caula sottolinea: «Non si possono avere grosse pretese, io mi posso ritenere fortunato per i rapporti che intrattengo con gli altri. Le richieste e le osservazioni fatte in passato ai precedenti amministratori - evidenzia - sono state sempre ascoltate e spero che continui ad essere così anche nel futuro. Credo che la carenza maggiore sia quella della mancanza dei collegamenti pubblici verso Ivrea ma non solo. Ritengo, però, che sulle cose da fare sarà possibile trovare i necessari accordi anche con il prossimo consiglio». (s.ro.)