Al via oggi i primi interrogatori

CHALLAND-SAINT-ANSELME.Dovrebbero iniziare questa mattina, in Procura, i primi interrogatori delle 13 persone indagate nell'inchiesta sui presunti appalti pilotati al Comune di Challand-Saint-Anselme. E' ancora agli arresti domiciliari Fabrizio Pilatone, 45 anni, il tecnico comunale, fermato nei giorni scorsi nell'ambito dell'operazione "Cheran", portata a termine dalla Guardia di Finanza del Gran San Bernardo, in collaborazione con i finanzieri della Procura di Aosta. L'indagine, partita a settembre del 2007, avrebbe portato alla luce un'attività illecita nell'affidamento delle gare di appalto del Comune. Sarebbero sei quelle "truccate" per un valore complessivo di circa 200 mila euro.
Oltre a Pilatone, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta continuata e aggravata e corruzione, sono state indagate 12 persone. Tra gli indagati, tanti nomi noti: quelli del sindaco di Challand-Saint-Anselme, Graziano Grosjacques, di Roberto Pernettaz, commerciante aostano, degli imprenditori Giuseppe Gianoglio e Claudio Ferrari di Pont-Saint-Martin, Giuseppe Chapellu Benoni, di Verrayes, e del suo collaboratore Elio Jacquin, Sonny Perino di Aosta e dell'architetto Alessandro Savio, di Valperga. Per tutti le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta.
Le indagini sono partite da una fornitura per i fontanili: l'appalto richiedeva una pietra particolare, il verde dorato di Cheran, che solo la ditta Chapellu commercializza. Da lì i primi sospetti. «Agli appalti per arredi urbani e parchi giochi venivano fatte iscrivere ditte inidonee - hanno spiegato gli inquirenti - e venivano fatti preventivi fasulli per facilitare l'aggiudicamento sempre degli stessi. Preventivi compilati in maniera grossolana, persino a matita, e poi consegnati a mano». (a.a.)