E Burolo cede e passa l'acqua alla Smat
BUROLO. Questa volta non sarà Davide a sconfiggere Golia. E' questo l'amaro epilogo cui deve rassegnarsi il comune di Burolo che con ostinazione in questi anni non ha ceduto la sua acqua al gigante Smat, ma che ora si vede costretto ad arrendersi. Una resa legata all'impossibilità di continuare a garantire un regime d'acqua adeguato alle necessità della popolazione e degli insediamenti. Al momento di tratta soltanto di una delibera del comune in cui si scrive che dal primo aprile la gestione idrica passerà a Smat, ad una condizione: che l'acqua di Burolo continui a non essere clorata.
L'acqua che uscirà dai rubinetti dovrà continuare ad essere trattata con il sistema di debatterizzazione ad ultravioletti già in uso da diversi anni.
Prima di quella data comunque il sindaco Piergiuseppe Cresto ha delegato a due consiglieri il compito di vagliare le ultime alternative, compresa quella relativa ad una legge emanata in Lombardia in cui si dà la libertà ai comuni della gestione e degli interventi sulle proprie acque.
«Abbiamo cercato di resistere fino all'ultimo - spiega sconsolato il sindaco Cresto - e sono sicuro che se avessimo trovato la collaborazione massiccia di altri comuni a quest'ora le cose sarebbero molto diverse. Continuo a pensare che le amministrazioni comunali debbano avere il diritto di gestire le proprie risorse idriche cosa che purtroppo non è più così. Nessuno obbliga ad aderire alla Smat: si pongono soltanto dei limiti di azione nella gestione idrica che obbligano ad aderirvi per forza».
La situazione in questi anni è sensibilmente peggiorata a Burolo: negli anni, si è passati da una disponibilità pari a 16 litri al secondo a quella attuale che si aggira sui 6-7 litri al secondo.
«Abbiamo fatto delle riparazioni ma la situazione non è migliorata di molto - continua Cresto -. Non facendo parte della Smat non possiamo fare dei nuovi interventi, non possiamo scavare dei pozzi, non possiamo effettuare alcuna opera di presa. Non possiamo nemmeno entrare in consorzio con altri Comuni visto che un progetto tale stava per realizzarsi con altri comuni vicino a Torino ma poi abbiamo perso in conseguenza del ricorso al Tar fatto da Smat».
Per ora tutto è fermo e con Smat non sono stati presi ancora contatti.
Si attende il lavoro fatto dai consiglieri Rossi e Chiei che, oltre a far riferimento alla legge lombarda e sottoporla poi alla nostra regione, valuteranno anche la possibilità di entrare in consorzio con alcuni comuni biellesi.
Il tempo stringe ed entro il 20 marzo i consiglieri insieme con il sindaco e a tutta l'amministrazione comunale dovranno fare il punto.
Ad oggi, il Comune di Burolo conta 1330 abitanti, una cifra che supera di molto le mille unità e che quindi non permette di effettuare grandi e significative opere di presa nel sottosuolo, ma solo aggiustamenti posticci che finora non hanno offerto agli abitanti lo sperato apporto idrico nei periodi di siccità.
Elisa Pescina