Rivarolo e Ivrea, l'unione fa la forza ‘Insieme per rilanciare il Canavese'

RIVAROLOUna partnership che andrà avanti. Indipendentemente da chi amministrerà le due città. Ivrea e Rivarolo a braccetto, dunque, anche se nessuna delle due può o potrà autodefinirsi la "capitale" del Canavese (Grijuela ha "bacchettato" amichevolmente Bertot per la pubblicità elettorale del collega). Perchè il Canavese è un territorio talmente disomogeneo che di capitali non ne ha. Ma il ruolo che le due città possono recitare tra loro e nell'economia di questo stesso territorio è e sarà determinante.
Una conferenza congiunta, a poche settimane dal voto (martedì mattina; Palazzo Lomellini) può correre il rischio d'essere scambiata per uno spot elettorale e il fatto che il sindaco d'Ivrea non sarà della competizione (ha esaurito i mandati), mentre Bertot sì non cambia la sostanza delle cose. Ma poi il padrone di casa e l'illustre ospite snocciolano qualche dato (225 milioni di euro per il progetto complessivo del Pti, il piano territoriale integrato) e s'intuisce che è questa la sostanza vera sulla quale ragionare.
«L'esserci trovati d'accordo sull'ossatura del Piano è l'elemento di novità di questa tornata - spiega Bertot -. E' un dialogo che non è mai avvenuto prima. Parliamo entrambi di Canavese. Vogliamo superare il concetto del singolo Comune. Si ragiona in termini di agglomerato urbano per evitare sistemi a macchia di leopardo. Il Canavese è terra industriale e la produzione dev'essere guidata e rinforzata. Le industrie vanno in zone attrezzate e noi, forse, abbiamo rinunciato a qualcosa. ma le aree individuate (Busano-Favria per l'Alto Canavese; Loranzè, per l'Eporediese) sono limitrofe a Rivarolo ed Ivrea dove grandi investimenti sono previsti in termini di formazione professionale».
«Primi in graduatoria col "nostro" Piano e primi ad aver fatto l'audizione presso la Regione per permettere che fosse rimodulato - sottolinea Grijuela -. In questa fase hanno aderirito imprese pubbliche e private, il Bioparco d'Ivrea, aziende di stampaggio, l'Asco, il Polo della pubblica amministrazione, soggetti che hanno prodotto innovazione tecnologica in tutti i settori. Il Pti vuole qualificare il settore industriale. E' da lì che si crea lo sviluppo economico vero».
Già. Dei 225 milioni di euro del Pti (non sono ancora stati assegnati, per altro), 150 arriverebbero da risorse private, 22 da risorse pubbliche locali e altri 52 da fondi europei. E il progetto non si ferma al Canavese se è vero che sui nodi idraulici sono coinvolti le province di Vercelli e Biella.
La conferenza va avanti. I due sindaci dimostrano d'essere in sintonia su tutto. Bertot esorta Grijuela, in scadenza di mandato, a rinunciare al "pensionamento". Chissà che non gli riesca... (m.mi.)