Lista fatta per Bertot, fuori la Lega
RIVAROLO. Lista fatta per Fabrizio Bertot. Mancano un po' più di due settimane dal termine ultimo per la presentazione delle candidature (9 marzo), ma il sindaco uscente ha ufficializzato la "sua", di squadra. Nessuna novità dell'ultima ora. I nomi sono quelli che giravano da tempo, con l'inserimento di qualche giovane che se dovesse farcela costituirebbe un valore aggiunto ad una formazione che non difetta certo di entusiasmo. Vediamoli, dunque, i venti aspiranti consiglieri di "Riparolium". Saranno ancora della partita il presidente del consiglio comunale, Franco Papotti, il vicesindaco Renato Navone, gli assessori Aldo Raimondo, Piergiulio Francisco, Martino Zucco Chinà e Vitaliano De Gregorio.
Riconferme anche per Piera Conta Canova, Carmine Donnarumma, Massimo Manavello, Doriano Paglia, Sabrina Parenti e Flavio Vacca, consiglieri uscenti. Dei non eletti nel 2003, che in un primo momento sembrava non dovessero gareggiare, è stato ripescato, invece, il notaio Stefano Bertani. Bertot ha poi saccheggiato (in parte) la lista di Carlo Bollero candidando addirittura due ex assessori (Beppe Chiarello e Diego Cavaletto) e il coordinatore di Forza Italia di allora e di ier l'altro, Orlando Todaro (oggi sotto la sigla del Popolo delle Libertà c'è un po' di tutto che si fatica a raccapezzarsi). Un altro forzista, Andrea Ricca, è nella formazione, mentre le new entry che più nuove non si può sono, alla fine, tre donne: Barbara Arondello, Elena Magnaguagno e Sara Gallo Lassere (è la figlia del comandante dei civich, Alberto Gallo Lassere).
Scorrendo l'elenco salta all'occhio come non compaia alcun esponente della Lega Nord, dopo che l'accordo tra Bertot e il Carroccio sembrava fatto. E' lo stesso Walter Togni, segretario provinciale dei "verdi" padani, a spiegare com'è andata. «Non abbiamo trovato la quadra su alcuni aspetti del programma e abbiamo preferito star fuori - dice -. Ma visto che a livello politico correremo insieme, ci sembrava inopportuno farci la guerra a livello locale. Dispiace non esserci, ma noi siamo gente seria e ci auguriamo che possa nascere una proficua collaborazione dopo, sempre che Bertot, come ci auguriamo, vinca le elezioni».
Più diplomatici di così si muore ed è inutile indagare se davvero sia andata come riferito dal segretario. Una cosa va detta, per altro: Bertot non ha utilizzato lo strumento dell'assessore esterno. Chissà che non accada questa volta (sempre che la sua avventura a Palazzo Lomellini prosegua) e, nel caso, non si ricordi della Lega. Di Forza Italia abbiamo detto, nel senso che il direttivo degli azzurri l'accordo l'ha siglato per davvero con Bertot, anche se qualcuno degli ex tesserati ha scelto di approdare in altri lidi (vedi Domenico Bena, in predicato di scendere in campo con la lista civica guidata da Antonio Besso Marcheis).
Anche l'Udc non è rappresentata, seppure Chiarello e Cavaletto fossero, almeno in un recente passato, molto vicini all'area moderata centrista. A proposito di quest'ultimo, visto che adesso ogni candidato deve affinare la propria, di strategia, se vuol salire le scale del palazzo, l'ex ispettore della Croce Rossa ha già il suo personale sito con tanto di blog. L'indirizzo è www.diegocavaletto.com. E vai con la rete.
Mauro Michelotti