I rifiuti di Napoli in borgata Valleri

VALPERGA. Allarme ecoballe a Valperga. «Lungo la provinciale per Salassa, in borgata Valleri, stanno scavando per realizzare un'area destinata ad ospitare i rifiuti della Campania». Un cartello in posizione strategica annuncia l'inizio lavori che dovrebbero protrarsi sino al 2010. In Comune è un via vai di gente preoccupata. E anche nella redazione de "La Sentinella" fioccano le telefonate. Ma è una bufala, una goliardata, una balla, anzi un'ecoballa.
Peccato che per gli autori (sconosciuti, naturalmente) è in arrivo una denuncia per procurato allarme.
Cronaca dello scherzo di Carnevale più riuscito degli ultimi anni. Da queste parti, almeno. Sabato mattina un cartello sospetto fa la sua comparsa in via Salassa, lungo la provinciale, come detto. E' perfetto. Nel senso che può essere scambiato per uno di quelli che informano che lì, proprio lì, è attivo un cantiere. Del resto, sullo sfondo, c'è un movimento mezzi da far paura. E' il cantiere, quello sì, della Sata, l'azienda che sta realizzando un nuovo stabilimento in regione San Martino (il progetto ha ottenuto l'o.k. definitivo del consiglio comunale venerdì scorso), 80 mila metri quadri con ruspe, draghe, camion e operai super affaccendati.
«Comune di Valperga. Provincia di Torino. Progetto ecoballe. Discarica di Napoli. 1º lotto» recita il cartello. E poi una sfilza di nomi improponibili di presunti tecnici. Ad una lettura più attenta si può intuire che sia davvero uno scherzo (il sedicente "ingegner Turlopupi" era poco credibile), ma qualcuno ci casca. Il passaparola fa il resto. «Scavano. Ai Valleri stanno realizzando una discarica. Ci mettono i rifiuti di Napoli» è il tam tam che gira in paese. In municipio comincia ad arrivare gente. Il sindaco, Davide Brunasso, cade dalle nuvole. Ma rassicurare la gente, soprattutto gli anziani, in un momento in cui l'emergenza rifiuti campana è approdata nelle case di tutti con le immagini drammatiche dei presidi, la resistenza passiva degli abitanti delle zone interessate, le cariche della polizia e quelle strade che sono ormai pattumiere a cielo aperto che sprigionano veleni, è "quasi" un'impresa. «C'è chi si è presentato da me in lacrime - confida il primo cittadino -. Convinto che avessimo deciso che a Valperga potesse nascere una discarica per ospitare i rifiuti provenienti dalla Campania».
Ai Valleri, intanto, è una processione. C'è chi fotografa il cartello, chi contatta i proprietari dei terreni, chi vuole semplicemente saperne di più e allora giù telefonate. La notizia si diffonde. Arriva anche a Cuorgnè. Qualcuno in piazza maledice il presidente della Regione Piemonte per la disponibilità ad accogliere la mondezza di Napoli. «E'colpa della Bresso, è colpa della Bresso» è il ritornello.
Brunasso vuol vedere di persona il cartello che, poi, naturalmente, viene rimosso. Ma la frittata è fatta. Chi non lo ha letto se lo fa "raccontare". E una parola in più non fa che alimentare la confusione. C'è chi non è convinto che si tratti di uno scherzo. In dialetto apostrofa l'amministrazione "che vuol fare il business". E se è vero che a San Martino si scava per la Sata, nei dintorni ci sono altri movimenti, altre buche, altri terreni dove "sembra" si stia perimetrando qualcosa. Nell'immaginario collettivo i Valleri sono ormai l'area predestinata a diventare, sul serio, la mega discarica dove verranno stoccati e sotterrati i rifiuti di Napoli. Ma è una burla, soltanto una burla: colossale, monumentale, devastante. Una super, mega ecoballa. Se non fosse che a qualcuno è venuto da piangere, ci sarebbe da ridere. Anzi, da sghignazzare. (m.mi.)