Quei fiori bianchi sul cocchio dorato

IVREA. Quando il canovaccio di una festa è la tradizione, si corre il rischio che, con il passare del tempo, qualcosa di prezioso vada perso e che non si possa recuperarlo più. Così è necessario che si metta in atto un simbolico "passaggio del testimone" tra quelli che c'erano prima e quanti li sostituiscono strada facendo. La memoria storica anche nel Carnevale di Ivrea è sempre stata molto importante.
Una splendida corbeille di fiori bianchi, quest'anno, per rendere evidente la celebrazione del Bicentenario del Libro anche sul carro dorato della Mugnaia. L'idea, prontamente accolta dal segretario Gambone, l'ha avuta Valeria Cortona Chabod, Mugnaia 1980, figlia e nipote di altrettanto acclamate Violette e, per passione, autentica miniera di aneddoti e ricordi legati alla manifestazione.
«La signora Cortona - spiega Gambone - mi ha raccontato di quando fu paggetta, nel 1953, della Mugnaia Tina Marra Bellom e mi ha descritto l'elegante corbeille di fiori bianchi che adornava il cocchio. Mi ha fatto notare quanto essa fosse adatta all'eroina di una leggenda carnevalesca alla quale la tradizione fa indossare la candida veste di sposa e come sarebbe stato bello riproporla in questa importante ricorrenza».
«Noi tutti - conclude il Segretario Gambone - siamo da tempo abituati a vedere i garofani rossi sul cocchio dorato, ma si tratta di una consuetudine più che di una tradizione. Negli anni passati il cesto portavasi sorretto dai tre putti dorati ha ospitato corbeille di rose rosa, di rose e mimosa, di garofani bianchi e rossi, un anno anche di garofani e anturium: mi è quindi parso, quello di Valeria Cortona, un suggerimento molto delicato e filologicamente più corretto, che contribuirà a rendere particolare questa edizione 2008». (fr.fa.)