Centralini in tilt per i cittadini allarmati
IVREA. Diciassette anni, studentessa al liceo Gramsci. E' in prognosi riservata, ricoverata nel reparto di infettivologia dell'ospedale di Biella. La diagnosi è meningite batterica da sospetto meningococco. E ieri, per il servizio di igiene pubblica e la direzione dell'Asl To-4, è stata una giornata lunga. Lunghissima. Centinaia le telefonate di gente allarmata per chiedere la terapia per la profilassi.
Il rischio psicosi è in agguato. All'Asl cercano di tranquillizzare, fornendo le informazioni corrette. Impresa complicata, considerando che la paura è forte.
Decine di persone, ovvero tutte quelle individuate dagli epidemiologi, sono già state contattate direttamente dall'Asl per essere sottoposte alla profilassi. Il servizio di igiene pubblica, tra il pomeriggio di martedì e la giornata di ieri, ha somministrato la profilassi antibiotica a tutti i familiari della ragazza, i compagni di classe, gli amici che sono stati ‘a stretto contatto' con lei, i giovani che abitualmente prendono lo stesso bus per andare a scuola.
La ragazza era arrivata al pronto soccorso dell'ospedale di Ivrea nella notte tra lunedì e martedì. Era da poco passata l'una e la diciassettenne era già stata visitata dalla guardia medica. «Presentava febbre e cefalea», sottolinea Massimo Uberti, direttore sanitario dell'Asl To-4. Nel giro di qualche ora si è manifestata anche la rigidità alla nuca, sintomo, questo, che lascia pochi dubbi alla diagnosi. Diagnosi poi confermata dopo l'esame del liquor. In queste ore si attende l'esito della coltura in laboratorio del batterio della meningite. Dovrebbe dare la certezza definitiva della malattia, specificando a quale ceppo patogeno appartiene.
Di meningite, è bene ricordarlo, ce ne sono di diversi tipi e non tutti ugualmente aggressivi.
La ragazza, intanto, nel primisimo pomeriggio di martedì è stata ricoverata all'ospedale di Biella, dove esiste un reparto di infettivologia. Le sono stati somministrati degli antibiotici. Le sue condizioni sono buone, è vigile e orientata, le prime reazioni alle cure somministrate sono soddisfacenti, ma la prognosi non è ancora stata sciolta.
Contemporaneamente, è partita massiccia l'applicazione del protocollo sanitario di profilassi nei casi di meningite batterica da sospetto meningococco. La profilassi viene attuata a prescindere dal risultato della coltura, in modo da prevenire comunque la trasmissione della malattia. Sono stati rintracciati in poche ore tutti coloro che si ritiene siano stati a ‘stretto contatto' con la ragazza e a tutti loro è stato somministrato l'antibiotico.
Ieri mattina, intanto, la dottoressa Maria Pia Alibrandi, responsabile del dipartimento dell'Igiene pubblica, è stata al liceo Gramsci, per parlare con allievi e professori. L'obiettivo è informare, evitare che si scateni la psicosi, comunicare l'essere a disposizione dell'ufficio per chiarimenti e la profilassi. Sempre nella giornata di ieri è stata inviata una copia del protocollo di azione per casi come questo a tutti i medici di base, in modo che, a fronte della eventuale richiesta di profilassi e di chiarimenti dei pazienti, possano rispondere con informazioni aggiornate.
Ma il timore, nel territorio, c'è. Il direttore sanitario Massimo Uberti, ieri mattina, ha dovuto dirottare quattro dipendenti al servizio di igiene pubblica per rispondere alle telefonate dei cittadini allarmati. E spiega con chiarezza: «Per le persone che hanno avuto contatti occasionali con l'ammalata non è necessario nessun intervento nè è indicato o previsto alcun intervento su locali e ambienti in cui la paziente abbia soggiornato». Questo per sgombare il dubbio legato all'ambiente scuola o feste che, nel paio di giorni prima del manifestarsi dei sintomi, la ragazza abbia partecipato. Uberti sottolinea anche un altro aspetto importante: «Non è indicata, in relazione a questo caso, la somministrazione di vaccino. Nel territorio dell'ex Asl 9, nell'ultimo anno, non si è verificato alcun caso di meningite meningococcica. Non c'è allarme: si tratta di un caso sporadico che rientra fra quelli diagnosticati sul territorio regionale in questa stagione».
Rita Cola