Contrattazione territoriale per l'equità

BANCHETTE. Contrattazione territoriale 2008. Cgil, Cisl e Uil sono decise: coinvolgere il maggior numero di Comuni possibile, avviare un tavolo con le Comunità montane. L'obiettivo è semplice: in questo periodo di predisposizione di conti economici nei Comuni ‘strappare' un accordo che preveda agevolazioni e politiche per salvaguardare i redditi medio bassi, i più colpiti dal caro vita. Lo scorso anno - dati provinciali - la trattativa ha portato ad un risultato in 66 Comuni, 16 in Canavese, con un coinvolgimento di 70mila abitanti.
Quest'anno, il sindacato vuole di più, per questo martedì mattina, al salone polifunzionale di Banchette, ha fatto il punto riunendo i direttivi di Cgil, Cisl e Uil. Nelle scorse settimane sono state inviate le lettere per le richieste di incontro ed ora è tempo di convocazioni: Ivrea sta già trattando, così come Samone.
La relazione, a nome delle segreterie locali confederali, è stata curata da Alfredo Ghella, responsabile Cgil: «Le amministrazioni comunali vanno incalzate per attivare percorsi e iniziative con un forte coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni presenti sul territorio». Per Cgil, Cisl e Uil, per una efficace difesa del reddito di lavoratori dipendenti e pensionati occorre agire sulle tariffe comunali e sui servizi a domanda individuale. E se il sindacato pare deciso, quest'anno, a farsi sentire con decisione anche in quei Comuni che non ne vogliono sapere di trattare (lo scorso anno è stato un atteggiamento trasversale), tocca a Claudio Stacchini, della segreteria provinciale Cgil, spiegare con efficacia come si potrebbe contribuire alla salvaguardia del reddito agendo con equità sulle tasse comunali. Comincia con un esempio: «Ci sono due fasi, nella vita di una persona, dove, i servizi che si acquistano hanno un peso significativo sul reddito. Pensiamo ai bambini che devono andare al nido, alla mensa e al trasporto scolastico. Pensiamo alla cura degli anziani non autosufficienti». E allora? E allora chiedono dei sistemi per aiutare a salvaguardare il potere dei salari (o delle pensioni) di quei nuclei familiari: «Vorremmo un protocollo che stabilisse alcuni principi. Il reddito non può essere l'unica cosa che si considera. Va misurato, secondo noi, insieme con altri indicatori del patrimonio, come accade con l'Isee». Cita il caso di Nichelino, dove è stato sottoscritto un accordo che prevede controlli in automatico per i redditi autonomi inferiori agli studi di settore che richiedono esenzioni: le domande si sono dimezzate.
Non riconoscere gli indicatori patrimoniali e stabilire fasce (come, per Stacchini, ha fatto ad esempio la Regione Piemonte sull'addizionale Irpef) significa non tutelare i redditi medio bassi, quelli tassati alla fonte, quelli che non integrano il salario neppure da qualche banconota non dichiarata.
Ghella fotografa invece il Canavese, centodieci Comuni, cinque Comunità montane dove risiede un quinto della popolazione. Le Comunità montane potrebbero avere un ruolo fondamentale «se si vuole evitare lo spopolamento», ma di certo le difficoltà di governo di questo tipo di enti non aiutano. Anzi. C'è poi il tema delle tariffe che i cittadini pagano e sulle quali si chiede trasparenza: «Sarebbe davvero molto importante, ad esempio, definire con i Comuni il rapporto con le società municipalizzate, che operano in regime di monopolio, la vera composizione dei costi». Altra priorità, sottolinea Ghella, è quella dell'emergenza abitativa: «A fronte di un pesante disagio, occorre agire con interventi che rendano disponibili alloggi con locazioni agevolate».
Altro tema forte è quello della sanità. Ancora Ghella: «L'approvazione del piano socio sanitario regionale deve portarci ad aprire un confronto con la nuova Asl che va da Settimo a Ciriè». (ri.co.)