Redolfi: «Io non ci sarò E' un gioco al massacro»

IVREA.Alberto Redolfi, assessore all'Urbanistica dal 1998 nella giunta Grijuela, aveva espresso la propria disponibilità a candidarsi sindaco alle prossime amministrative ma lunedì scorso ha detto "no" alle primarie interne del Partito Democratico. «La commissione ristretta del Partito Democratico, che si sta occupando delle elezioni - spiega - mi ha chiesto se sono disponibile a scendere in campo con altri candidati, per formare una rosa da sottoporre appunto al voto dell'elettorato che si era recato alle urne, nell'ottobre scorso, per la fondazione del partito. Queste primarie secondo me non hanno alcun senso oggi ma andavano effettuate almeno due mesi fa, quando si potevano proporre i vari candidati, mettendone in evidenza le specificità e le problematiche che intendevano sviluppare e risolvere, nel caso fossero arrivati al governo della città. Ora non è più così. Il voto rischia di basarsi unicamente sulle simpatie o antipatie che gli elettori del Pd possono provare per l'uno o l'altro candidato. A questa specie di gioco al massacro non ci sto. E mi spiace».
Ma perché aveva accettato di candidarsi sindaco?
Ho potuto verificare che in città sono tanti i giudizi positivi che vengono espressi al mio operato. Lo stesso vostro sondaggio, sul sito della Sentinella, anche se non ha attendibilità scientifica, mi ha visto ottenere un alto numero di preferenze rispetto agli altri candidati. Sono infatti conosciuto in più ambienti e forse l'ultimo, in ordine di importanza, è proprio quello politico, ambiente dove non mi sono formato. Io mi ritengo trasversale e nei dieci anni di assessorato ho lavorato sodo, sei, sette ore al giorno, a fianco del sindaco e per il bene della città.
Ma come assessore è sicuro di aver ottenuto davvero tanti consensi? La perequazione e l'Ici sui terreni agricoli resi fabbricabili non sono stati popolari!
Ma neppure impopolari se non per una minoranza di residenti. La perequazione è applicata ormai in tutta Italia e sta portando al pubblico aree da utilizzare per la comunità. Chi critica pensa soltanto ai propri interessi. L'Ici poi è dovuta per legge e finora il Comune non ha dovuto restituire nulla di quanto incamerato.
Dunque "no" alle primarie interne. Ma è d'accordo per le primarie della coalizione?
Le primarie dell'Unione e dei partiti che intendono aggregarsi ad essa darebbero legittimazione al candidato sindaco. Si utilizzerebbe insomma uno strumento democratico per individuare chi dirigerà la città nei prossimi cinque anni, senza insomma sacrificare agli interessi del Pd persone capaci e disponibili, come si farebbe invece con quelle interne, con il rischio pure di costituire correnti e fazioni.
Ora cosa si aspetta?
Prima di tutto che la città non cada in mano alla destra, che da anni dimostra di essere priva di idee e progetti. L'alleanza del centro-sinistra va sancita con l'inclusione delle nuove forze e mi riferisco ai Verdi, alla Sinistra Democratica e ai Moderati. Forse è retorico dirlo ma uniti si vince. E il futuro candidato sarà forte se sostenuto dall'intera coalizione.
In cosa si sente diverso dagli altri candidati di cui si è fatto il nome?
Io non ho bisogno della politica né per vivere né per esprimere le mie passioni e quella fondamentale è poter fare per la collettività, per la quale desidero ancora spendermi. (g.a.)