Un futuro incerto per la Pro loco

SAN GIORGIO. Per la prima volta in 40 edizioni il Carnevale di San Giorgio non sarà "griffato" Pro Loco: la nuova organizzazione, delegata ai gruppi anziani "Battista Milano" e della frazione Cortereggio ed all'associazione pesca sportiva San Giorgio con il patrocinio del Comune, ha diffuso il programma ufficiale della manifestazione, in programma dal 1º al 9 febbraio.
La clamorosa notizia non riguarda però soltanto la festa più amata dai sangiorgesi, ma anche e soprattutto il futuro stesso dell'AT Pro Loco, che ha a sua volta rimesso nelle mani dell'amministrazione Arri mandato e libri contabili, nella attesa di un rinnovo del direttivo che, a questo punto, appare quantomeno incerto.
«Quando abbiamo iniziato a parlare di Carnevale 2008 - spiega il presidente uscente Gianni Casati - abbiamo fatto presente che non era possibile continuare ad organizzarlo in due persone, ossia il sottoscritto ed il mio vice Paolo Bertolino. Per questo, in vista anche dell'imminente rinnovo, abbiamo preferito delegare al Comune la ricerca di persone che potessero garantire un futuro all'evento ed all'associazione. I nostri appelli in tal senso non hanno però ricevuto riscontro, nonostante fossimo disposti a valutare un'eventuale continuazione nel rispetto, prioritario, delle competenze specifiche di ciascun ente. Di fatto una soluzione alternativa è stata trovata, ne prendiamo atto...».
Traspare un velo di amarezza nelle parole di Gianni Casati, sotto la cui presidenza la Pro Loco ha spesso provato ad andare oltre gli appuntamenti tradizionali: basti pensare al successo delle serate con musica e teatro "sotto le stelle", nelle piazze storiche del paese mai tanto belle, e gremite, come in quelle occasioni.
«Affollate sì - continua Casati - ma, almeno a sentire qualcuno, forse non abbastanza di sangiorgesi. Da parte mia e dei miei collaboratori, che pubblicamente ringrazio, resta la certezza di aver fatto tutto il possibile per coinvolgere la gente del paese, con massima disponibilità, apertura ed onestà. D'altronde bisognerebbe anche chiedersi perché, alla luce in particolare degli ultimi riscontri numerici, persino eventi ritenuti da sempre fondamentali, e dico lo stesso Carnevale piuttosto che la rassegna teatrale dialettale, non raccolgano più lo stesso gradimento di un tempo. Non vorrei che avesse pesato, e lo dico senza polemica e coi migliori auguri per chi verrà, il fatto che nella "mia" Pro Loco ci fossero persone, ed in primo luogo proprio il sottoscritto, non originarie di San Giorgio».
Casati chiude con una sottolineatura: «Lasciamo al Comune una realtà associativa con i libri contabili a posto, ed un fondo cassa di oltre 10mila euro segno che, dati alla mano, abbiamo lavorato bene».
Tesi, quella del presidente, in parte sposata dal primo cittadino. «Anche se - replica Massimo Arri - non è vero che proprio nessuno abbia risposto all'appello della Pro Loco: per il momento si è pensato a tamponare l'emergenza, e sapendo quanto il paese sia attaccato al "Carluvà" abbiamo accolto di buon grado l'offerta di anziani e pesca sportiva, cui vanno aggiunti i coscritti e l'oratorio parrocchiale. A San Giorgio moltissime sono le realtà che operano nel tessuto culturale, sportivo e ricreativo cosa che non rende di per sé indispensabile la presenta immediata di una Pro Loco. Con questo, sia ben chiaro, non intendo dire che al Comune non interessano le sorti dell'associazione alla quale, peraltro, non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno».
Giovanni Mezzano, leader dell'opposizione consiliare "Nuove idee per San Giorgio" è, come tutti, sorpreso. «Sinceramente - dice - non ero a conoscenza degli ultimi sviluppi, ed anche per questo preferisco evitare ogni valutazione, e comunque non prima di aver condotto le opportune indagini. Certamente la Pro Loco rappresenta parte integrante della storia recente del paese».
«Per quanto ci riguarda - chiosa Antonio Puccetti, presidente del centro "Battista Milano" - siamo pronti, nonostante l'incarico ufficiale sia arrivato appena due settimane fa: il lavoro è tanto, ma con l'aiuto di tutte le componenti coinvolte speriamo di far bene».
Stefano Saccotelli