Eaton, ancora cassa integrazione

RIVAROLO.Eaton, ancora cassa integrazione e mobilità. L'ultimo giorno utile, in Regione, con un gruppo di lavoratori che ha tenuto un presidio, è arrivato un doppio accordo. Fim e Uilm hanno sottoscritto un accordo per la mobilità lunga per dodici lavoratori, altri undici, invece, potranno usufruire volontariamente della mobilità corta. Fim, Fiom e Uilm insieme, invece, hanno sottoscritto un accordo per prorogare in deroga la cassa integrazione straordinaria fino al mese di febbraio.
A Rivarolo, nello storico stabilimento, non è rimasto più nessuno. Trasferito a Torino l'headquarter, spostato a Bosconero l'ultimo nucleo di produzioni. La Eaton, inizialmente, aveva aperto la procedura di mobilità per tutti e sessantatre i lavoratori rimasti. Fim e Uilm sottolineano come sia necessario gestire il problema di questi lavoratori: «Abbiamo ribadito - sostiene Vito Bianchino, Fim - che va ricercata una soluzione per la ricollocazione di chi è ancora in cassa integrazione». La Uilm, per bocca del segretario Alberto Mancino, rilancia: «Eaton deve fare di più per trovare una nuova occupazione ai lavoratori. Non bastano le dichiarazioni di intento». E non rinuncia a una nota polemica sull'accordo separato: «Firmare la mobilità non piace a nessuno. Ma dobbiamo assumerci le nostre responsabilità per cercare le soluzioni migliori». La Fiom, però, di firmare accordi di mobilità non vuole sentire parlare. Dice il funzionario Fabrizio Bellino: «Accordi per uscite obbligatorie non ne faccio. Teniamo presente che Eaton, un anno e mezzo fa, aveva detto che l'headquarter sarebbe rimasto a Rivarolo, cosi come un nucleo produttivo. C'era stato persino un accordo scritto, poi disatteso. Noi continuiamo a chiedere che i lavoratori siano ricollocati. Su questo punto non demordiamo». (ri.co.)