Alcolisti sempre più giovani C'è preoccupazione
SCARMAGNO.L'intensa settimana di formazione del 'Corso di sensibilizzazione all'approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi", si è conclusa all'Hotel Arcadia con la consegna di 12 attestati di partecipazione ad altrettanti corsisti che si sono dichiarati disponibili ad aprire nuovi club dell'Associazione Acat, Alcolisti in Trattamento, nelle sedi territori. Sei di questi dodici nuovi 'servitori insegnanti" sono residenti nel Canavese e tre a Strambino, dove potrebbero essere aperti altrettanti nuovi club, che porterebbero da 22 a 28 il totale dei club canavesani. Premesso che i problemi alcolcorrelati sono della famiglia e spiegato che si annida nel 75% di quelli che vengono definiti i 'bevitori moderati" il rischio dell'abuso di alcool, il direttore del corso Stefano Alberini ha sottolineato che il dato generale dell'Italia indica la soglia di ingresso a dieci undici anni e che è necessario lavorare sulla fascia dei bevitori moderati per evitare che una fetta di questi raggiunga la terza fascia del 5% di alcolisti che registrano un deterioramento fisico psicologico e sociale. «Il nostro lavoro - ha spiegato Alberini - non è di prevenzione ma di promozione della protezione della salute e di un sano stile di vita. Le istituzioni pubbliche - ha concluso - non dovrebbero concedere autorizzazioni per le feste con alcolici visti i danni alcolcorrelati e, per quanto riguarda il nostro corso, oltre a rilevare che è stato recepito il metodo innovativo dell'approccio ai problemi, vorrei evidenziare l'impegno delle associazioni locali e dell'amministrazione comunale di Strambino». (s.ro.)