Onomoni regala il 2-2 al 93'
MONZA - IVREA:2 (2) - 2 (1)
MONZA - Marcantali; Barisco, Lipari (Bonfini); Menabò, Damai, Viganò; Grammauda, Serafini, De Sousa, Tschang, Angelè. A disp: 12 Cibari, 13 Trevisan, 17 Frantumi, 18 Pulici. Allenatore Monguzzi.
IVREA - Nebiolo; Del Brocco, Dragone (Gensabella); Rabbi, Onomoni, Garino; Macedonio (Pisani), Zanotti, Ricciardello, Fracasso (D'Onofrio), Baldi. A disp: 12 Shatku, 14 Crocetta, 16 Greco, 17 Sirigu. Allenatore, Fogli.
ARBITRO - Viglione di Mortara.
MARCATORI - Al 1' Ricciardello (I), 2' e 32' rig. Angelè (M), 93' Onomoni (I).
MONZA.L'Ivrea raggiunge il pareggio proprio all'ultimo secondo di recupero, al termine di una partita combattuta e incerta dall'inizio alle fine. La sfida tra Monza e Ivrea si sblocca infatti dopo 1', quando Ricciardello raccoglie al meglio un invito in verticale di Rabbi e d'interno destro mette il pallone alle spalle di Marcantali. Dopo neanche un giro di lancette i padroni di casa pareggiano con il rapidissimo Angelè che approfitta di un'amnesia difensiva degli eporediesi. La partita non si spegne, le due squadre giocano a viso aperto senza riuscire a cambiare il risultato. Ci pensa, però, l'arbitro a dare una mano al Monza, assegnando al 32' un calcio di rigore molto dubbio. Il solito Angelè batte con freddezza dagli undici metri e infila Nebiolo.
Nella ripresa la squadra di Fogli prevale per lunghi tratti sugli avversari, senza riuscire a trovare il gol del pareggio e rischiando sulle ripartenze rivali imbastite dallo scattante Grammauda. Il gol del pareggio eporediese arriva proprio in extremis (93') grazie ad un colpo di testa di Onomoni, difensore non nuovo a incursioni offensive. Chiusura affidata alle parole di mister Fogli: «Partita molto equilibrata e aperta. Abbiamo sbloccato il risultato già al 1', ma abbiamo regalato il pareggio subito dopo. Siamo andati in svantaggio con un rigore che non c'era, anche a detta del guardalinee (più vicino all'azione), ma purtroppo l'arbitro non l'ha ascoltato. Importante per il morale il pareggio allo scadere, sicuramente meritato».
Pietro Benedetto