‘Commissariamento, l'unica via'

CUORGNE'. «Per parte mia, l'unica cosa che possa fare è sentire l'Unpli e chiedere quali indicazioni, loro che operano in questo campo, possono dare». Cosi il primo cittadino di Cuorgnè, Giancarlo Vacca Cavalot, venerdi scorso in consiglio comunale ha liquidato la vicenda relativa all'ormai infinita ‘telenovela' della Pro Loco ‘che non c'è'.
«A mio avviso bisognerebbe trovare la forma giuridica per andare ad un commissariamento temporaneo, perché altrimenti non andremo ad uno sbocco - ha sentenziato il sindaco -. Come Comune non possiamo imporre un commissario, non è ruolo nostro. Se si avesse autorità in tal senso, non si sarebbe aspettato adesso».
La vicenda Pro Loco è approdata in consiglio in quanto oggetto di un'interpellanza presentata dal capogruppo della minoranza di 'Cuorgnè Cambia", Francesco Errante. Lista nera dei graditi e dei non graditi, tessere invalidate, tesseramenti riaperti e poi sospesi, immobilismo che perdura ormai da tempo. Sono in tanti in città ad invocare chiarezza attorno a questo sodalizio e chiedersi quale sia la soluzione per uscire da questa lunga fase di stallo fatta di contrapposizioni e contrasti serrati. «Ho grande rispetto per le associazioni che rappresentano la vitalità della città - ha affermato Errante mell'illustrare l'interpellanza -. Non voglio dare colpe, responsabilità a nessuno, nè fare il de profundis di questa associazione che deve risorgere. Siamo in una città che è viva, ha risorse umane, competenze che bisogna saper sfruttare senza condizionamenti politici di parte. Occorre vedere dove l'anello si è rotto e cercare di rimetterlo a posto. I problemi si risolvono se si discutono e si affrontano».
«La grave crisi della Pro Loco ha avuto inizio nel giugno 2005 con malumore nelle varie componenti che già da tempo si facevano sentire e con defezioni di persone che, sinceramente, non ho mai inteso - ha replicato il sindaco -. Mi era anche stato detto che avevo indotto le dimissioni dell'ex presidente Giovannini, cose che non hanno senso. Ho sempre vissuto queste vicende con un certo distacco, non ho mai voluto entrare in queste beghe interne loro. Credo che se si vuole sanare una situazione di questo genere bisogna mettere da parte la faziosità, occorre il concorso di tutti».
«L'assenza di una Pro Loco è un tema serio, manca un supporto per promuovere certe iniziative che scaturiscono dal nome stesso della Pro Loco, che sta ad indicare la promozione di un territorio. L'associazione è privata, il Comune, il sindaco possono cercare di andare a comporre certe posizioni distanti ma non possiamo imporre nulla - ha aggiunto Vacca Cavalot -. Il nostro intervento è stato di andare a promuovere un incontro su mia pressione presso l'Unpli. In quella sede si sono viste posizioni anche pesanti, antitetiche le une alle altre. Il nuovo tesseramento era l'unica strada logica ed ovvia che portasse ad un'assemblea e poi a decidere gli organi di governo della Pro Loco stessa». Tesseramento che, come si ricorderà, si riapri e poi venne chiuso per via dell'esistenza di una lista di 'buoni e cattivi" che non sarebbero stati graditi al presidente uscente Giancarlo Guidetti. Situazione quest'ultima dalla quale l'amministrazione prese le distanze esprimendo parere critico.
Chiara Cortese