«Fate ‘allarmismo stravolgente'»

CUORGNE'. Spetterà alla Procura della Repubblica di Ivrea pronunciare l'ultima parola riguardo la reale situazione della sicurezza e dell'ordine pubblico nella cittadina altocanavesana. Cuorgnè è stata recentemente teatro di episodi di microcriminalità, vandalismo, furti, rapine e sparatorie. Ed è stato l'esponente della minoranza di 'Cuorgnè Cambia", Sergio Orso, a farsi, in un certo senso, da paladino delle preoccupazioni di cittadini ed operatori commerciali alla luce degli ultimi fatti di cronaca. Orso ha presentato un'interpellanza al sindaco, Giancarlo Vacca Cavalot, che è stata discussa durante la seduta consiliare di venerdi. La decisione dell'amministrazione è stata, appunto, quella di rivolgersi alla Procura per fare chiarezza.
«Pensiamo che l'usare un argomento cosi delicato quale la tutela e la garanzia dell'ordine pubblico denigrando come è stato fatto una città definendola in mano a delinquenti, sia un fatto sul quale si debba fare opportuna chiarezza - osserva il sindaco -. Una pubblica amministrazione deve dare garanzie sullo stato di fatto e di diritto della situazione stessa e non si possono cavalcare argomenti complessi e delicati a fini politici». Per Vacca Cavalot, la situazione a Cuorgnè si sarebbe aggravata per «effetto dell'immigrazione non controllata, che in tanti casi diventa artefice di piccoli reati».
«Abbiamo preso atto della risposta del prefetto di Torino che è in netto contrasto con l'allarmismo stravolgente proclamato dall'opposizione - aggiunge il primo cittadino -. Sarà nostra cura inviare debita comunicazione alla Procura della Repubblica di Ivrea, competente per territorio, affinché faccia chiarezza una volta per tutte su questo argomento. E' la prima volta in tanti anni di amministrazione che siamo costretti a tanto, ma pensiamo che sia doveroso questo passaggio affinché la si smetta di scherzare su argomenti cosi complessi e gravi».
L'interpellanza presentata da Sergio Orso è stata discussa in chiusura di un'animata seduta-fiume protrattasi oltre l'una del mattino. Orso ha chiesto, tra l'altro, al sindaco se avesse «già provveduto presso gli enti preposti a presentare l'attuale situazione e messo in atto un piano di sicurezza» nonché «se siano già installati in città sistemi di videosorveglianza o altro deterrente».
«Vi sono stati incontri a diverso livello dove le Forze dell'ordine ci hanno consigliato di usare riservatezza sia per gli argomenti stessi sia per evitare l'annullamento degli effetti delle misure adottate - ha spiegato Vacca Cavalot in consiglio -. E' stata richiesta l'incrementazione dei presidi notturni, cosa che è stata fatta e si è, poi, provveduto a scrivere al Prefetto la cui risposta è pervenuta al Comune il 28 novembre scorso». «Se la provocazione serve a far attivarsi sulla città, provocheremo l'amministrazione ogni giorno con lettere ed interpellanze - liquida la vicenda il consigliere Orso -. Non si installano le telecamere il giorno in cui in consiglio si discute un'interpellanza sulla sicurezza».
Chiara Cortese