Cuorgnè, cacciatori sul piede di guerra

CUORGNE'.Cacciatori sul piede di guerra contro le sanzioni comminate, dagli agenti di vigilanza ambientale, ai loro fuoristrada durante le battute di caccia al cinghiale.
In un appello inviato ai sindaci di ben 36 Comuni facenti parte delle cinque Comunità Montane canavesane, il presidente del Comprensorio alpino Torino 5 (Valli Orco, Soana e Chiusella), Giovanni Maddio chiede loro di stralciare le multe.
«A nome di tutti i nostri soci cacciatori - scrive Maddio ai primi cittadini canavesani -, visto l'elevato grado di utilità sociale e di pubblica sicurezza da loro svolta nel corso delle battute al cinghiale, vi chiediamo di prendere in considerazione i ricorsi, prodotti dai cacciatori presso i vostri Comuni, a seguito delle multe prese per aver utilizzato, in buona fede, strade forestali durante le battute di caccia».
Secondo il presidente del Comprensorio alpino Torino 5 in base ad una nuova legge regionale, qualsiasi cittadino che percorra le piste forestali con mezzi motorizzati verrà sanzionato con una multa di 100 euro, mentre per i cacciatori la sanzione è di duecento euro.
«Si tratta di un grave torto sociale ed economico che la Regione ha nei nostri confronti, ghettizzando gli stessi dalle altre categorie sociali e sottraendo loro il diritto di parità inviolabile e di giustizia sociale - aggiunge Maddio nella lettera inviata anche al Servizio Tutela fauna e flora delle Provincia di Torino ed all'assessore alla Caccia della Regione Piemonte -. Inoltre, come accade nei mesi di gennaio e febbraio di ogni anno, il Comprensorio alpino organizza, visti i numerosi danni arrecati dagli ungulati alle colture agricole, delle battute di contenimento promosse da Provincia e Regione. In tali occasioni i cacciatori possono liberamente scorazzare, nonché utilizzare le piste o strade forestali di montagna, senza incorrere nelle sanzioni che invece vengono comminate negli altri periodi di apertura di caccia al cinghiale. Questo aspetto, oltre ad essere inquietante è anche moralmente incomprensibile».