Lega Nord: «Mani libere sul candidato»
IVREA. Altro che traballare, a questo punto si può tranquillamente dire che l'unità del centrodestra è crollata. Morta e sepolta dal 'terremoto Berlusconi". A livello eporediese l'ultima spallata alle buone intenzioni dell'ex Cdl la dà Walter Togni, segretario provinciale della Lega Nord: «Per Ivrea Abbiamo un nostro candidato sindaco - dice -. E' un giovane imprenditore molto conosciuto. I partiti della coalizione se vogliono possono far convergere i loro voti sul nostro nome».
La posizione di Togni lascia ben pochi margini a manovre di avvicinamento e tentativi di mediazione. E le dichiarazioni di unità con i partiti della coalizione rilasciate dal capogruppo in consiglio comunale, Maria Laura Pescatori? «Ecco, Maria Laura si occupi delle sedute consiliari e dei problemi della città, perchè la strategia politica in Canavese la decido io con i vertici del partito». Dunque una bufala la candidatura di Pio Coda? «Una bufala per quel che riguarda la Lega».
A meno di sei mesi dall'appuntamento con le elezioni amministrative eporediesi, a destra l'alleanza che in quest'ultimo anno si è cercato di mettere insieme si è già sfaldata, sbriciolata. Al di là delle dichiarazioni ottimistiche registrate fino alla scorsa settimana. «La Cdl è morta da tempo e chi oggi se ne stupisce è uno sprovveduto - spiega Togni -. La Lega Nord vuole avere le mani libere. Su Ivrea abbiamo un progetto molto ambizioso che è quello di cambiare colore all'amministrazione comunale. Non so se sia possibile farlo già dal prossimo anno, ma so che ci stiamo lavorando con grande convinzione. Siamo ottimisti. Abbiamo bisogno di portare in municipio persone nuove, giovani, senza ovviamente dimenticare chi, come Pescatori, negli ultimi dieci anni ha dato un grosso contributo al partito. La candidatura che proporremo va proprio in questa direzione».
Nessuna possibilità, quindi, di presentarsi alle urne con un solo nome e un solo programma? «Non abbiamo mai negato la nostra disponibilità ad una coesione di intenti - precisa il segretario provinciale della Lega Nord - ma, ancora prima della decisione di Berlusconi, era chiaro a tutti che il candidato a sindaco deve essere quello che indicheremo noi tra pochi giorni. Diversamente, la Lega correrà da sola».
Togni aggiunge che questa linea è stata condivisa anche dagli iscritti eporediesi. «Abbiamo effettuato una consultazione al nostro interno e la base del partito ha sposato in pieno questa linea politica. Non capisco come si possano fare dichiarazioni che vadano in tutt'altra direzione. C'è voglia di cambiamento in città e la strada da percorrere è questa, in linea con le direttive nazionali».
La posizione di Togni, oltre a scompaginare i giochi nel centrodestra, mette in discussione anche la discesa in campo del noto penalista Pio Coda. Un nome che per la prima volta, dal 1994 ad oggi, pareva aver messo tutti d'accordo. Ancora mercoledi scorso, al termine della riunione tra i vertici locali dei partiti di centrodestra, l'unità su un unico nome sembrava essere l'unico obiettivo da perseguire. Carlo Romito, coordinatore di An, spiegava: «Tutti noi siamo disposti ad andare anche contro le direttive del partito pur di presentarci uniti».
E adesso? Di certo restano ferme le intenzioni di Pio Coda che, nelle scorse settimane, aveva dichiarato che una sua candidatura aveva senso solo se appoggiata da tutti i partiti della Casa della libertà: «Accetterò la candidatura solo se a chiedermelo saranno Fi, An, Udc e Lega. Diversamente, mi sembra che non ci siano neanche i presupposti per arrivare al ballottaggio».