E ora, nelle scuole, ‘sale l'adrenalina'

PAVONE. Da un'esperienza negativa si può sensibilizzare enti e istituzioni e, insieme, arrivare a risultati importanti. Come quello che si otterrà oggi pomeriggio, al circolo didattico di Pavone, dove è prevista la stesura del protocollo d'emergenza che prevede l'uso di farmaci salvavita nella scuola primaria. In questo caso si parla di adrenalina, da somministrare in caso di choc anafilattico senza perdere tempo, perchè, in casi estremi, anche pochi minuti possono essere fatali.
Il protocollo sarà accettato dal dirigente scolastico del circolo, Reginaldo Palermo, il direttore del distretto sanitario dell'Asl 9 Paolina di Bari e le insegnanti della scuola di Lessolo. Personale docente e non docente della scuola primaria di Lessolo hanno frequentato nelle scorse settimane un corso per la gestione delle gravi forme di allergia alimentare all'interno di istituti scolastici.
E se il risultato è l'obiettivo di formare sempre più personale della scuola alla gestione di queste emergenze che, se non trattate correttamente, possono costare la vita, la tenacia di questo percorso è dovuto alla forza e alla determinazione di una mamma.
Cristina S. è madre di un bambino di sette anni, che soffre di una gravissima forma di allergia alimentare. Per dare un'idea della gravità del suo caso basta ascoltare questa piccolezza: «Se ho bevuto un cappuccino e dò un bacio sulla guancia al mio bambino, si arrossa e gratta». Un anno fa (era il 17 novembre scorso) il bambino è entrato in shock anafilattico mentre era in mensa. «Non so nemmeno io come il mio bambino abbia fatto a salvarsi», ormai abituata a convivere con i grafi effetti che certi alimenti provocano al fisico del suo bambino. Ma Cristina è una mamma forte, che per suo figlio vuole una cosa molto semplice: «Voglio che possa fare una vita normale». Per lui, e per tutti quelli che condividono quel tipo di problema, una vita normale è avere in qualsiasi momento la possibilità di assumere adrenalina. «Ho seguito personalmente questo progetto - sottolinea Cristina S. - che coinvolge la formazione degli insegnanti e la possibilità di somministrare farmaci nell'ambito scolastico, adoperandomi per fare in modo che l'iniziativa potesse estendersi anche in una sede diversa da Torino, l'unico centro in Italia che attualmente è impegnato in tal senso». Il risultato è importante: «Aver ottenuto il raggiungimento di questo obiettivo anche in una scuola del Canavese può fornire a mio parere un forte segnale di incoraggiamento per tutti i genitori che, come me, si trovano a fronteggiare ogni giorno le difficoltà derivanti dalle gravi forme di allergia alimentare dei propri figli». Mamma Cristina ci tiene a ringraziare chi ha reso possibile tutto questo: «La dottoressa Di Bari si è interfacciata con la scuola, il dirigente scolastico Palermo e le insegnanti di mio figlio, in particolare la maestra Anna Tanganelli, hanno coinvolto il personale scolastico, la responsabile del servizio scuole del Comune di Lessolo Marina Gianino e l'autista dello scuolabus Luca Voiglio sono stati disponibili, cosi come le dottoresse Monti, Barbara e Rocchietta». Mamma Cristina, inoltre, ci tiene anche a ringraziare i colleghi e l'azienda per cui lavora, Comdata: «In quest'anno difficile, mi hanno dato un grande supporto e incoraggiamento che per me è stato davvero molto importante». (ri.co.)