Palaorio in bilico, urge denaro fresco Resta in piedi l'Ecomuseo del Canale
ORIO. Potrebbe passare di mano l'ambizioso progetto del ‘Palaorio', la tensostruttura prefabbricata da 1300 posti (la stessa utilizzata in passato per la Fiera del Canavese) che oltre ad ospitare manifestazioni e rassegne varie sembrava destinata, in un primo tempo, ad essere il primo tassello del più ampio progetto per la realizzazione del Parco del Canale di Caluso. A due anni dall'avvio della fase progettuale e dalla sigla di una convenzione con il Comune di Orio, la GI Promotion cerca un acquirente.
«Non abbiamo abbandonato il progetto nel quale crediamo tuttora - spiega Mauro Sona, direttore artistico della GI Promotion di Torino, ideatrice del progetto -. Ci sono però venuti a mancare dei finanziamenti su cui contavamo molto. Per cui ci siamo messi subito alla ricerca di nuovi investitori. Entro la prossima settimana la situazione dovrebbe sbloccarsi con l'ingresso di un nuovo socio, intenzionato ad investire nel progetto. Subito dopo incontreremo il sindaco di Orio per discutere sulla ripresa dei lavori».
Perché nell'attesa di denaro fresco il ‘Palaorio' si era arenato: la struttura di circa 1800 mq, già quasi completamente montata in una vasta area alla periferia del paese, verso la strada provinciale Caluso-Ozegna, aveva subito una serie di furti ed era diventata bersaglio di atti vandalici.
Il sindaco di Orio, Roberta Ponzetti, aveva cosi disposto la rimozione della copertura per ragioni di sicurezza. Visibile è ora soltanto lo scheletro dell'impianto che comprende anche un blocco servizi in acciaio, destinato ai servizi igienici, ai camerini e agli uffici amministrativi. «Alla Gi Promotion - avverte Ponzetti - abbiamo posto una condizione precisa: o il progetto va avanti, entro la fine di quest'anno, o si smantella tutto e si torna a piantare il granoturco. Per quanto ci riguarda, come amministrazione non ci rimetteremo una lira. La Gi Promotion, infatti, ci ha sempre pagato l'affitto del terreno, cosi come stabilito dalla convenzione. Speriamo tuttavia che il progetto vada a buon fine. Le premesse c'erano tutte sia sotto il profilo dello sviluppo economico, sia sotto quello dei rispetto dell'ambiente. La Gi Promotion aveva annunciato di essere intenzionata ad assumere personale locale per la gestione del palatenda. Si era parlato di centocinquanta addetti».
Un numero che ora sembra destinato inevitabilmente a diminuire.
Pare, invece, definitivamente arenato il progetto complessivo nato dalla collaborazione tra la ‘Gi Promotion' di Torino, il Comune di Orio, la Regione Piemonte, il Consorzio dei Canali del Canavese ed il Politecnico di Torino, finalizzato ad una valorizzazione in termini di fruizione turistica ecocompatibile del Basso Canavese, grazie alla sinergia con entità private.
Dall'idea iniziale che già prevedeva, oltre alla tensostruttura ad uso polivalente, la realizzazione di una zona verde destinata allo sport e al pic-nic, il progetto era stato ampliato fino ad abbracciare un'area di duecentotrentamila mila metri quadrati da Orio a Montalenghe, lungo il percorso del canale.
Resta in piedi, ma a questo punto, si sgancia dal progetto d'insieme, l'Ecomuseo del Canale, in corso di elaborazione a cura del Politecnico, che prevede percorsi didattici rivolti alle scolaresche allo scopo di favorire approfondimenti culturali e scientifici per i ragazzi.
Lydia Massia