Cosi inizia il viaggio con i Liberipensatori
IVREA. «Si leva il vento! E di nuovo, la vita! L'aria immensa apre e richiude il mio libro, l'onda il suo fiotto avventa dalle rocce! Volate via, pagine abbacinate!» Sono queste parole di Paul Valery ad annunciare l'arrivo dei Liberipensatori che portano il suo nome, e che, diretti da Oliviero Corbetta animano, quest'anno, la Residenza Teatrale che trova sede al Teatro Giacosa. I Liberipensatori viaggiano sulle ali del Maestrale e approdano tra noi per dare vita alle loro 'irruzioni teatrali" destinate a ricreare, anche qui, un'aria nuova e, nello stesso tempo antica.
Quell'aria che da sempre aleggia là dove respiri, gesti, parole, lacrime, sorrisi, emozioni sanno catturarci, confondendoci e affascinandoci, per condurci nella magica dimensione che sta sospesa tra cose da scoprire e quanto, invece, da sempre ci appartiene. Perchè proprio questo, tutto questo, è, da sempre, il teatro: il luogo della creatività e della fantasia ma anche quello dove l'anima può ritrovare la propria essenza e, in essa, ritrovarsi.
Dice Olivero Corbetta: «Quando, nel 2002 diedi vita alla Liberipensatori 'Paul Valery", scelsi come logo un uccellino azzurro. Quel piccolo animaletto ha ora trovato il suo nido a Ivrea e nel Canavese». Ora, quello con cui i Liberipensatori della Residenza hanno deciso di 'parlare" agli eporediesi, è un teatro che, in questi tempi di dilaganti brutture, usa l'ormai quasi dimenticata 'lingua della qualità". Ed è il famigliare volto di Valter Malosti, che esordisce, sabato 27 al Giacosa, con 'Disco Pigs", spettacolo dove il gesto, la parola, le note si ricompongono a disegnare un canovaccio in cui il teatro c'è tutto, dalle radici alla modernità.
Dice Malosti nel presentarlo: «Porcello e Porcella indossano maschere. Li immagino come due Arlecchini incattiviti o due cartoon acidi. Danzano. Agiscono su un palchetto che ricorda quello della 'Commedia". Ci spaventano e ci fanno ridere. Disco Pigs come commedia dell'arte rivisitata, cioè ripassata nel doppio filtro della drammaturgia e della danza contemporanea. Una 'disco opera"».
E poi spiega, Malosti, come questo lavoro rappresenti per lui «l'inizio di una ricerca che affronto, attraverso un lungo percorso di prove/laboratorio con una straordinaria danzatrice e coreagrafa: Michela Lucenti». Insieme a loro, in scena, ci sono Emanuele Braga, Yuri Ferrero, Emanuela Serra. «Ho sempre visto in questo testo - dice ancora Malosti - un potente vettore di energia per gli attori a patto di divorarlo e risputarlo fuori con un lavoro fisico e vocale capillare e intenso per rendere il racconto, l'emozione del racconto e il suo grottesco incedere. Due flussi ininterrotti, organici, che immagino srotolarsi come strisce di un fumetto estremo attraverso il pulsare e la forza vitale della musica: un paesaggio sonoro e luminoso, in continua trasformazione, che dovrà restituirci il paesaggio interiore dei due ragazzi, abitato da presenze e visioni: il pulsare della vita che batte senza mezze misure dentro quei corpi, che si offrono a noi attraverso una danza barbara e senza fine». Un'offerta che vale la pena cogliere, una danza alla quale è bello partecipare, un percorso che è opportuno condividere. Una serata da non perdere, quella di sabato alle 21 al Giacosa, per iniziare il viaggio con i Liberipensatori.
Dirce Levi