«Un candidato artista e poco politico»

IVREA. Chi può aspirare a ricoprire la carica di sindaco di Ivrea? O meglio, quali requisiti o abilità deve possedere ed esprimere il candidato delle amministrative del 2008? Di quali interventi in particolare dovrà occuparsi il futuro primo cittadino degli eporediesi? Sono domande che stiamo rivolgendo a uomini e donne di Ivrea non impegnati attivamente in politica e nell'amministrazione pubblica, ma interessati alla vita della città e al suo sviluppo economico. Partiamo da Edoardo Lauria, studente del Liceo Scientifico Gramsci. Lui frequenta l'ultimo anno del corso di ordinamento.
Ha compiuto 18 anni e nel 2008 voterà per la prima volta. «Io sono un sognatore - esordisce Edoardo - credo nell'ideologia, in particolare in quella di sinistra che non può snaturarsi quando deve essere applicata nella realtà, usando la politica come strumento di potere e di controllo. Tutto questo per dire che non vedo di buon occhio i compromessi o gli accordi fra i partiti delle singole coalizioni, che portano i suddetti a fare delle rinunce e, quindi, ad allontanarsi dall'ideologia, che è un po' un pensiero puro».
Dopo questa premessa, Edoardo scende nel concreto e dichiara che andrà di certo a votare e appoggerà un candidato di sinistra che dovrà essere un po' artista e poco uomo politico. Si dovrà caratterizzare per la sua coerenza fra ciò che dirà e farà. Dovrà essere umile, capace di stare tra i cittadini e di ascoltare quelle che sono le loro istanze.
«Non deve essere necessariamente giovane il futuro sindaco della mia città - aggiunge Edoardo - anche perché io ho fiducia negli adulti e in chi ha maturato molti anni di esperienza, semplicemente vivendo. Deve essere un appassionato delle arti, della musica, del teatro e, soprattutto, organizzare iniziative culturali di alto livello, che potrebbero anche non avere chissà quale seguito di massa. Credo che la cultura giovanile vada davvero incrementata, perché solo cosi si possono coinvolgere le giovani generazioni nella vita della città».
Per Edoardo Lauria bisogna interrompere il programma delle opere inutili, difinite 'addirittura buffonesche". L'elenco è davvero lungo. «La scelta di togliere i cubetti in corso Massimo D'Azeglio per lasciare il posto alla barbara colata di cemento non mi piace proprio e credo che non abbia molto senso - sostiene il giovane studente -. Sono pure contrario alla scelta del taglio degli alberi nella zona di Palazzo Uffici, nella parte iniziale di via Jervis, per costruire l'ennesima rotonda. Non parliamo poi del parco a tema di Mediapolis, nella piana di Albiano, che boccio su tutti i fronti, perché è una bieca espressione del consumismo più deleterio e non aiuterà certo l'economia canavesanan a decollare. Anzi, sarà un'opera che devasterà la vita di chi vi abiterà vicino».
Sono, invece, due le opere, per Edoardo, di cui spera tenga conto il futuro sindaco. E cioè il miglioramento della ferrovia per permettere di raggiungere con più facilità e in fretta il capoluogo piemontese e la creazione di punti di incontro nel nuovo quartiere che sorgerà sulla sponda destra della Dora.
Il giovane si augura, infine, che vengano buttati via progetti quali l'insediamento dell'inceneritore e la realizzazione del peduncolo, la strada che partendo dal terzo ponte, taglierà in due il quartiere San Giovanni. (g.a.)