L'area industriale si candida a polo di energie alternative
BORGOFRANCO.Il rilancio dell'area industriale di Borgofranco potrebbe passare proprio attraverso l'industria delle fonti rinnovabili di energia. Del resto, l'area industriale di Borgofranco è una tra le più grandi (ed interessanti) del Canavese.
Cinquantasei ettari di grandezza, servita dalla ferrovia e da sempre sede di lavorazioni pesanti, l'area era stata giudicata anche idonea per ospitare il termovalorizzatore dei rifiuti. Ipotesi, poi, sfumata per altre aree.
Lo stesso Piano strategico della Provincia, presentato dal presidente Antonio Saitta lunedi scorso, dedica un capitolo al tema delle energie rinnovabili. «L'idea - si legge nel piano - è quella di creare sul territorio canavesano, un'area di ricerca e sviluppo capace di supportare il know how in questo settore, affiancato, poi, da strutture industriali produttive, che siano capaci di sfruttare la ricerca applicata e la penetrazione commerciale di grandi gruppi nazionali e di operatori di nicchia. Questo - si aggiunge - senza trascurare la produzione locale di energia, ma senza fare di essa il metro di misura delle iniziative, pena il sostanziale nanismo di quanto si vorrebbe fare».