‘Io rinnovo la fiducia a Vaccarono'

STRAMBINO. Il sindaco di Strambino Savino Beiletti rinnoverà la sua fiducia al presidente dimissionario della Scs Giovanni Vaccarono, condannato nel luglio scorso in primo grado a cinque anni dal tribunale di Ivrea per bancarotta, nell'ambito del processo per il fallimento della Op Computer. Beiletti ha anticipato la sua posizione nell'aula del consiglio comunale.
Il sindaco si è espresso rispondendo all'interrogazione presentata dal gruppo di minoranza 'Vivere Strambino".
«Per quanto mi riguarda - ha infatti spiegato Savino Beiletti - l'orientamento è quello di confermare la fiducia nell'operato di Giovanni Vaccarono, anche se naturalmente l'accettazione o meno delle sue dimissioni deve essere lasciata alla discussione dell'assemblea convocata per 4 ottobre (oggi, giovedi, nella sede della Società Canavesana Servizi, ndr), dove ciascun sindaco esprimerà la propria posizione e dove, prima di esprimere il mio voto, terrò conto degli elementi di valutazione che emergeranno dal dibattito».
Nella sua interrogazione, la minoranza evidenzia che «molte famiglie sono state pesantemente colpite dal fallimento oggetto della sentenza» e si dichiara «favorevole all'accoglimento delle dimissioni, per il delicato incarico che il signor Giovanni Vaccarono ricopre, indipendentemente dal fatto che non sia ancora stata emessa una sentenza definitiva e da qualsiasi valutazione sul suo operato», ritenendo che «l'accoglimento delle dimissioni del signor Vaccarono sia un atto dovuto per rispetto di tutti i cittadini che pagano una tassa che grava pesantemente sui bilanci familiari».
A queste considerazioni, il sindaco ha risposto ricordando che «quando Vaccarono è diventato presidente, la Scs era in grande difficoltà» e che «in tre anni è stata risanata, tanto che quest'anno il bilancio è andato finalmente in attivo».
In tema di incarichi pubblici ed in riferimento all'attuale profonda disaffezione verso la politica, la minoranza ha presentato una mozione nella quale si propone al consiglio comunale «di affermare il principio per cui a un cittadino condannato, in via definitiva o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale, non sia consentito di ricoprire incarichi di nomina pubblica». A nome della maggioranza è intervenuto ancora il sindaco Savino Beiletti che, richiamando la Costituzione, secondo la quale il cittadino è considerato innocente fino alla condanna definitiva, ha invitato i proponenti ad emendare la mozione, togliendo la parte relativa alla condanna in primo e secondo grado, per consentirne l'unanime approvazione.
Ma i tre consiglieri di minoranza non hanno accettato la proposta, ricordando che il garantismo è giusto dal punto di vista legale ma non altrettanto dal punto di vista morale e politico. La mozione è quindi stata respinta, visto che ha ottenuto i tre soli voti a favore della minoranza ed i dieci voti contrari della maggioranza, che ha però annunciato il proposito di presentare ed approvare una nuova mozione sull'argomento nella prossima seduta del consiglio comunale. (s.ro.)