Sandretto, due acquirenti per gli storici stabilimenti

PONT.Due offerte per la Sandretto. L'azienda, leader nella produzione di macchinari per la lavorazione di materie plastiche, è in amministrazione controllata. Nei prossimi giorni, le offerte dovranno essere valutate dai tre commisari e dal ministero delle Attività produttive.
L'obiettivo è capire se, in quelle due proposte depositate allo studio notarile Marocco e Ganelli a Torino, ci sia una via d'uscita per l'azienda che, tra gli stabilimenti di Pont e quello di Grugliasco, occupa trecentocinquanta addetti. Gli stabilimenti sono in grado di produrre: quest'anno, Sandretto ha fatturato 36 milioni di euro nonostante una pesante situazione debitoria, che si aggira intorno ai 48 milioni di euro.
Poco si sa dei dettagli delle offerte. Anche perchè, nelle ultime settimane, diverse delegazioni di imprenditori erano stati a visitare l'azienda e ad acquisire direttamente le informazioni. Le offerte presentate al notaio, però, sono state soltanto due. C'è quella della francese Bion, che già opera nello stesso settore, e di un'altra società italiana.
Fabrizio Bellino, sindacalista Fiom, da anni segue il destino dei lavoratori della Sandretto, nell'altalenarsi di speranze e delusioni. Negli ultimi due anni, dopo la cessione degli stabilimenti dalla Cannon all'americana Taylor's-Hpm, era stato presentato un piano industriale ambizioso. Putroppo, però, le speranze sono state tutte disattese.
E ora? «Ora una prospettiva c'è - dice Bellino - I commissari hanno tracciato le linee di un piano industriale che prevede il mantenimento dei due siti produttivi. Bisogna capire se le offerte sono compatibili con quanto già stabilito. Noi ci auguriamo che possa esserci un interesse concreto per questa realtà industriale e si possa aprire una fase di confronto costruttivo con il mantenimento dei livelli occupazionali». (ri.co.)