Olivetti, conti in rosso e voci di vendita

IVREA. Quale futuro per Olivetti? Da tempo, in città, si susseguono voci. Voci che restano sussurrate, tanto più che si stanno preparando le celebrazioni per ricordare (nel 2008) i cento anni di vita dell'azienda fondata da Camillo. Sono previste varie iniziative, compreso un francobollo commemorativo con l'immagine di Adriano. Le voci, però, non sono più sussurri dopo la pubblicazione, su ‘Il Mondo', di un articolo sulla semestrale dell'azienda di Ivrea dove c'è scritto ciò che tutti sanno e cioè che i conti sono in rosso e il vicepresidente esecutivo di Telecom Carlo Buora sta cercando di capire cosa fare.
Non si esclude che, nei piani di Telecom, Olivetti possa essere ceduta. In fondo, l'incidenza di Olivetti sui ricavi Telecom è minima, le perdite sono consistenti (il margine negativo è di 33 milioni) e non ci sono altre attività manifatturiere. Inoltre, l'amministratore delegato di Olivetti Giovanni Ferrario, già lo scorso anno, durante un incontro con il sindacato a Milano, aveva spiegato che Olivetti, da quest'anno, avrebbe dovuto marciare con le sue gambe dopo l'iniezione di duecento milioni di euro per il rilancio della ormai mitica ‘O' rossa. Il destino Olivetti, però, per essere definito, probabilmente dovrà attendere l'insediamento dei nuovi vertici di Telecom. Questione di poco, forse.
Intanto, il mondo produttivo Olivetti, oggi, riguarda poco meno di milleduecento addetti. Allo stabilimento di Arnad è in corso un periodo di cassa integrazione a rotazione che andrà avanti fino alla fine dell'anno. Ad Agliè, dopo la ristrutturazione di un paio di anni fa, sono rimasti in centocinquanta. Poco più di trecento lavorano tra Palazzo Uffici e Scarmagno, mentre gran parte dello stabilimento di Carsoli è stato riconvertito.
Il sindacato spiega che sarà chiesto un incontro ufficiale. Federico Bellono, Fiom, incalza: «Noi chiediamo che, per evitare di disperdere quel poco di patrimonio industriale ancora esistente, la Olivetti resti nel gruppo Telecom e non venga venduta o svenduta a qualche imprenditore di passaggio, specializzato in call center». Donato Spinazzola, segretario Fim, osserva: «In azienda di respira un clima da day after. C'è un'aria strana. Noi siamo pronti, come abbiamo sempre fatto, ad affrontare i problemi purchè ci sia chiarezza». Alberto Mancino, Uilm, puntualizza: «E' necessario che Telecom spieghi le intenzioni. Non dimentichiamo che, qualche anno fa, Telecom aveva avuto l'intelligenza di gestire i problemi occupazionali di Olivetti dando vita ad altre attività in Canavese. Chiediamo di sapere». E una fotografia di che cosa pensano i lavoratori Olivetti, intanto, emergerà senz'altro dallo studio elaborato dall'Università di Torino, in una ricerca realizzata in collaborazione con la Fiom e il Comune di Ivrea. Proprio in queste settimane è stata completata l'elaborazione delle informazioni. (ri.co.)