Ronco, l'ente parco ‘blocca' la centrale
RONCO. Problemi per la realizzazione di una delle due nuove centraline idroelettriche previste nel territorio di Ronco. Lo ha comunicato il sindaco, Danilo Crosasso, nel corso del consiglio svoltosi lunedi. «Nel nostro Comune saranno costruite due centrali idroelettriche che oltre a produrre energia pulita, dovrebbero portare nelle nostre casse entrate di non poco conto» ha ricordato Crosasso.
«A realizzarle saranno due società private, con cui abbiamo già definito un accordo, che sono in attesa dell'approvazione dei progetti - ha rilevato Crosasso -; ma tutto è fermo per la centrale della Valle di Forzo, in seguito alle osservazioni sollevate dall'ente parco».
Una delle centraline sarà costruita nei pressi della frazione Montelavecchia, al di fuori dell'area protetta, e per questa pare non vi siano problemi per l'autorizzazione. L'altra, invece, dovrebbe essere costruita nell'alta Valle di Forzo, all'interno dei confini del Parco Nazionale Gran Paradiso. La captazione delle acque è prevista all'altezza del ponte di Trasi, nelle vicinanze della Barma, suggestivo passaggio scavato nella roccia lungo il sentiero per la frazione Boschietto, mentre la centrale vera e propria dovrebbe sorgere poco a monte della borgata Molino.
«Il progetto prevede che l'impianto sia completamente interrato ed anche lo smantellamento della pista Forzo - Trasi che verrebbe aperta per la costruzione - ha spiegato il sindaco -; una pista che sarebbe stata utile per consentire la realizzazione di una piccola teleferica per il trasporto dei materiali a Boschietto, ma a cui abbiamo dovuto rinunciare». Con questi accorgimenti l'impatto ambientale sarebbe ridotto al minimo secondo il primo cittadino, ma evidentemente non per l'ente parco. «Da via della Rocca (sede del Parco a Torino, ndr) è arrivata una lunga lista di prescrizioni che rende difficile la realizzazione - ha affermato Crosasso - inoltre, la Provincia ha inviato una lettera al Ministero dell'ambiente per sapere se è consentita la costruzione di centrali idroelettriche all'interno delle aree protette e siamo in attesa della risposta; visti gli impianti idroelettrici che ci sono in Valle Orco all'interno del parco, sarei alquanto sorpreso di apprendere che da noi non si può fare questa piccola struttura, se cosi fosse sarebbe un danno notevole per il Comune, dell'ordine di almeno 70mila euro all'anno, e qualcuno dovrebbe renderne conto».
Ornella De Paoli