UN MESSAGGIO NON ‘LETTO'


Il signor Antonio Ponzetti, membro del Cda dell'asilo di Orio, al telefono risponde infastidito alla richiesta di chiarimenti sulla spiacevole vicenda che coinvolge la famiglia Zini, e 'liquida" la nostra collaboratrice con un perentorio e gelido: «Ora ho altro da fare». Capita sempre più sovente di ricevere questa risposta da chi riveste incarichi in enti e amministrazioni, pubbliche e private, che gestiscono servizi rivolti alla comunità. Cosi viene da chiedersi: ma se questa gente ha tanto altro da fare, perchè è li?
E, nel caso di Orio, viene anche da pensare che i componenti il Cda dell'asilo abbiano tutti molto 'altro da fare", se nessuno di loro ha sentito il dovere e trovato il tempo per adoperarsi, insieme alla famiglia Zini, a risolvere gli eventuali 'gravi incovenienti" provocati da un gesto generoso.
Poi sconcerta che, in un paese di meno di mille anime, dove il dolore di uno dovrebbe essere il dolore di tutti, basti entrare in un cda per perdere anche la minima capacità di delicatezza verso genitori dal cuore straziato per sempre.
Luca Zini amava l'allegria, la spensieratezza, l'amicizia che il gioco esprime: nelle attrezzature donate dai genitori all'asilo (e pagate con il denaro raccolto dai suoi compagni di squadra) si cela, dunque, un messaggio importante per individui in crescita. Perciò preoccupa che a non saperlo cogliere, quel messaggio, siano proprio i gestori di una struttura ai bambini dedicata.

Dirce Levi