La crisi ‘Set' in consiglio comunale

ISSOGNE. L'appello dei sindacati per un diretto coinvolgimento del consiglio comunale di Issogne nella crisi in cui versa la Set Srl non è caduto nel vuoto. Per sabato 15 settembre, alle ore 9.30, presso l'auditorium della Biblioteca, è stata convocata una seduta straordinaria del consiglio.
All'incontro, presieduto dal sindaco Luciano Morelli, interverranno anche il presidente della giunta regionale, Luciano Caveri, e l'assessore alle Attività Produttive, Leonardo La Torre. Sul tavolo la drammatica situazione dell'azienda metalmeccanica del paese che dà lavoro a 60 dipendenti. Pur avendo commesse sino al 2009, la società rischia il fallimento schiacciata dal peso di un indebitamento che ha superato i quattro milioni di euro.
Il futuro pareva essere meno incerto dopo l'avvio di una trattativa per la cessione dell'attività ad un gruppo lombardo. Ma le speranze per un salvataggio dell'azienda e una rapida risoluzione della crisi si sono sciolte sotto il sole estivo. La cordata di imprenditori interessati all'affare ha ritirato l'offerta. Ora si deve ripartire daccapo.
«Sino ai primi di agosto l'assessore La Torre dava per certo l'accordo per la vendita - spiega Enrico Monti, della Cgil -. Invece oggi, a poche settimane di distanza, lo scenario è tragico e noi sino all'ultimo non ne siamo stati informati. La situazione della Set è a dir poco sconcertante e molto contraddittoria. Il rischio di una chiusura fallimentare è dietro l'angolo. Come estremo tentativo abbiamo chiesto la convocazione del consiglio comunale per cercare soluzioni percorribili in breve tempo. Mi chiedo se possiamo permetterci di perdere un'altra azienda, dopo la chiusura della Tecdis di Châtillon. E' necessario fare quadrato e trovare una via d'uscita per salvare 60 posti di lavoro».
Preoccupato anche Riccardo Borbey, sindacalista del Savt: «La crisi della Set è gravissima. Non so che margini di manovra ci siano. La Regione da parte sua non può fare miracoli e ad oggi manca un piano di rilancio adeguato, a fronte di un debito che si è rivelato più alto del previsto».
Amelio Ambrosi