La Reggina prima del match col Toro s'è allenata sul campo del San Giorgio

SAN GIORGIO C.SE. La Reggina di Serie A, alla vigilia dell'atteso incontro di campionato contro il Torino di domenica scorsa, ha effettuato la cosiddetta ‘rifinitura' del sabato pomeriggio sul terreno di San Giorgio, ospite della società biancorossa del direttore generale Maurizio Gerotto. Peccato che la seduta degli amaranto, per volere della società, si sia svolta a porte chiuse.
Lo stesso Gerotto spiega il motivo di questa visita: «Abbiamo avuto il piacere di ospitare la squadra della Reggina perché da qualche tempo abbiamo inviato a tutte le società di Serie A che devono venire a Torino per gli impegni di campionato una lettera di invito. La Reggina ha aderito al nostro appello e spero che in futuro altre squadre vengano da noi a preparare la sfida domenicale».
Allenamento a parte, le regole della stessa società calabrese vieta ai tesserati di intrattenersi con la stampa il giorno precedente la partita. Nessuna intervista, dunque, al mister Massimo Ficcadenti o al bomber Nicola Amoruso, ma quattro chiacchiere con il direttore sportivo Riccardo Bigon, che dopo il ritiro precampionato in Valle d'Aosta ritornano al Nord per un impegno ufficiale. «E che impegno - esordisce il dirigente calabrese -. Il Toro è una delle squadre che si è mossa meglio sul mercato rinforzandosi notevolmente. Solo se giocheremo al massimo delle nostre possibilità potremo sperare in un risultato utile (il match è poi finito 2-2, ndr.) per ripagare in qualche modo l'affetto dei tanti nostri tifosi che vivono in Piemonte».
Quale sarà il campionato della Reggina? «Un campionato fatto di sofferenza. Sappiamo di dover soffrire fino all'ultimo per poter raggiungere la salvezza. E' vero che lo scorso anno siamo partiti con l'handicap ma il torneo era molto più facile, ora con Napoli, Genoa e Juventus le cose si sono complicate».
Transita il presidente Foti, giusto il tempo di una battuta. Ce la farà anche quest'anno a salvarsi la sua Reggina? «Speriamo, speriamo», le sole parole del massimo dirigente amaranto prima di salire sul suo fuoristrada. (f.q.)