‘Ai tempi di Arduino sarei stata arsa sul rogo'

CUORGNE'. La 'lista" di Guidetti. I buoni da una parte, i cattivi dall'altra. E per cattivi s'intende coloro che un anno fa bocciarono il bilancio creando le condizioni per la grave (ed irrisolta) crisi all'interno della Pro loco di Cuorgnè, ma anche il nutrito esercito di nuovi tesserati che quando a gennaio scorso (su suggerimento dell'Unpli) vennero riaperte le iscrizioni, 'congelate" a suo tempo, andarono a rimpinguare l'asfittico elenco dell'associazione.
Serata nera, anzi, nerissima per il sodalizio cuorgnatese che martedi, dopo la parentesi estiva, ha riaperto la sede per dar modo, appunto, ai nuovi potenziali soci di provvedere ai rinnovi. Peccato che ai primi tre che si sono presentati (Stefano Cuccè e Paolo Dordi, due esponenti dei Trota, le trombe del Torneo di Maggio) e Giovanna Cresto, giovane avvocato che è tra i responsabili del borgo di San Faustino, le tessere siano state negate. A raccontare com'è andata è la stessa Cresto che ieri mattina (mercoledi) ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera inviata, poi, al sindaco ed al vicesindaco di Cuorgnè, Giancarlo Vacca Cavalot e Candido Ghiglieri, al presidente vicario dell'Unpli, Bruno Verri, al presidente del Collegio dei Provibiri, Giancarlo Cangiatosi, ed altri esponenti Unpli (Eleonora Norbiato, Filippo Friscia e Sergio Pocchiola).
«Martedi sera era il primo dei quattro martedi di settembre in cui c'è la possibilità di iscriversi alla Pro loco per il 2007 - spiega l'esponente del borgo di San Faustino -. Non mi ha stupito il fatto che non ci fosse nessuno, visto che l'unico avviso di riapertura delle iscrizioni che ho visto è quello affisso alla bacheca di piazza Martiri. Prima di me, in Pro loco, ricevuti dal vicepresidente Michelangelo Ghiglieri, dal tesoriere Piercarlo Malano e da Margherita Rosso, membro del direttivo dell'associazione, si erano presentati due ragazzi dei Trota. Anche a loro è stata riservata la sorte che è toccata a me, poco dopo. Alla richiesta di iscrizione, infatti, mi è stato risposto che il rinnovo della tessera dipendeva dal fatto se fossi inserita o meno nella 'lista" del presidente. Dopo una breve verifica, Malano mi ha risposto che io non figuravo tra coloro che potevano iscriversi per il 2007, adducendo come motivo l'articolo 6 punto 3 dello statuto. Tale articolo dice testualmente che il direttivo può rifiutare un'iscrizione per dimissioni avvenute precedentemente, morosità, indegnità o altri gravi motivi».
«Sono socio della Pro loco di Cuorgnè da dieci anni, ho sempre pagato la quota indicata e mai nessuno, prima d'ora, mi ha contestato alcun motivo di indegnità - aggiunge Giovanna Cresto -. Devo dedurre, dunque, che è stato sufficiente l'aver espresso opinioni discordanti dall'attuale direttivo per non essermi 'meritata" l'inserimento nella lista dei buoni. Cose dell'altro mondo. A Malano ho chiesto che mi si fornisse una giustificazione scritta del diniego e questi mi ha invitato a compilare una richiesta della quale, per altro, non ho neppure la copia visto che la fotocopiatrice della Pro loco pare non funzionasse. La risposta, sempre che ci sia, mi è stato assicurato che mi verrà data nell'arco di un paio di settimane, ma è evidente che io da questo Pro loco sono fuori, cosi come ne saranno fuori tutti coloro che hanno avuto l'ardire di non condividere progetti, metodi di lavoro e atteggiamento di Guidetti».
«Paradossalmente, mi devo rallegrare di vivere nell'anno 2007 - sottolinea l'esponente di San Faustino -. Mille anni fa, infatti, ai tempi di quell'Arduino che tanta fama ha portato alla Pro loco di Cuorgnè, sarei stata arsa sul rogo per aver osato dissentire da chi comandava. Credevo che la giustizia e la democrazia non fossero specchi per le allodole ma sofferte conquiste della civiltà. Dopo ciò che è successo martedi mi sento delusa e indignata, perché ho visto calpestati i miei diritti di cittadina e di persona».
m.mi.